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Il Senato condanna Lusi: l'ex tesoriere va in carcere "Ho ancora tanto da dire"

Dopo la Giunta per le Immunità, anche l'Aula del Senato autorizza la custodia cautelare per l'ex tesoriere della Margherita con 155 sì, 3 no e un astenuto

Il Senato condanna Lusi: l'ex tesoriere va in carcere "Ho ancora tanto da dire"

Dopo il sì della Giunta per le autorizzazioni, con 155 sì, 13 no e un astenuto (Francesco Rutelli, parte lesa nel processo) anche l'Aula del Senato autorizza la custodia cautelare dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, accusato di aver sottratto al partito diversi milioni di euro. Per la prima volta in Senato un'autorizzazione di arresto è stata decisa con voto palese. A Lusi ora non resta che costituirsi nel carcere di Regina Coeli entro 24 ore.

"Non ho detto tutto, ci sono ancora approfondimenti da fare con i pubblici ministeri. Se lo vogliono", minaccia ora Lusi che passerà la notte nella sua casa di Genzano in attesa della Guardia di Finanza, "Non mi sento un capro espiatorio ma sto vivendo un incubo e chiedo rispetto come persona".

Al voto non ha partecipato il Pdl, che ha lasciato l'Aula. "Non dobbiamo dare alcuna sponda alla sinistra, non ci devono essere strumentalizzazioni su questo voto", dice Angelo Cicolani. Il partito ha inoltre chiesto ai senatori che hanno sottoscritto la richiesta di scrutinio segreto per il voto sulla richiesta di arresto di ritirare la loro firma. Contro il voto segreto si è schierato anche il presidente della Giunta per le immunità, Marco Follini: "Ricordo che in Giunta ognuno di noi ha messo nome, indirizzo e foto segnaletica e che questo non ha offuscato la libertà di coscienza. Poi rivolgo un appello a Lusi: si dimetta, eviti a se stesso e al Parlamento un voto che somiglia un’ordalia. Non credo torverà un appoggio qui, e se con voto segreto sarebbe un colpo durissimo". "Al momento del voto, palese o segreto che sia, io non parteciperò al voto", assicura comunque l'ex tesoriere.

Nel suo discorso al Senato, Lusi ricorda di non aver mai avuto intenzione di non presentarsi in tribunale o di sfuggire alle accuse: "Mi sono immediatamente assunto tutte le mie responsabilità alle quali non intendo sottrarmi". Però precisa che "assumersi la responsabilità non vuol dire essere reo confesso. Ammissione e confessione sono due cose diverse". Per questo Lusi chiede "il diritto di accedere alle garanzie di un giusto processo senza inutili e fuorvianti misure afflittive, senza inutili forzature che possono momentaneamente appagare l’antipolitica, tranquillizzare chi vuole un capro espiatorio o trovare un colpevole per tutte le stagioni dentro quella che invece è una complessa vicenda ultradecennale". E non solo. Puntando il dito contro Lusi si vorrebbe nascondere le responsabilità di altri: "Non solo non è credibile ma non sarebbe nemmeno materialmente realizzabile che sarebbe stato solo il tesoriere ad autorizzare fatture per il Centro per un futuro sostenibile (la fondazione di Rutelli, ndr). Ma è credibile che siano state sottratte fraudolentemente ingenti quantità di risorse usando per circa 90 volte lo strumento del bonifico bancario che lascia tracce?".

Per l'ex tesoriere della Margherita, la richiesta di custodia cautelare si basa su "un'anomalia procedimentale che ha portato all'infamante accusa di associazione a delinquere e alla richiesta di arresto". "Mi si vuole mandare in carcere", ha aggiunto, "perché parlando con i media inquinerei quello che è stato chiamato il percorso investigativo".

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