La violenza politica non conosce tregua e dopo l’assalto alla sede romana della Garbatella di Fratelli d’Italia è stato il turno dell’ufficio dell’onorevole Sara Kelany di essere sfregiato da ignoti. Soggetti non ancora identificati, infatti, hanno pasticciato con un pennarello, crociando il simbolo di Fratelli d’Italia, la targa in ottone e sotto il nome dell’onorevole hanno aggiunto la scritta “fascisti”. Lucido e determinato il commento di Kelany: “La situazione è grave, ma non seria. Idioti, vandali e provocatori. Se l’intento era intimidire, avete fallito completamente bersaglio”.
L’episodio ripropone il tema della sicurezza per chi rappresenta le istituzioni sul territorio, trasformando un semplice ufficio di rappresentanza nell’ennesimo obiettivo di uno scontro ideologico che sembra aver smarrito i binari del confronto democratico. La targa deturpata non è solo un danno materiale, ma il segnale di un’intolleranza che punta a colpire i singoli esponenti politici nel tentativo di limitarne l’agibilità o di condizionarne l’impegno quotidiano. Per altro è necessario segnalare che l’onorevole non ha ricevuto solidarietà dalla sinistra per lo sfregio ricevuto nonostante la cornice di violenza nella quale si inserisce.
Le autorità competenti hanno già avviato gli accertamenti necessari per risalire agli autori del gesto, analizzando i rilievi effettuati sulla targa e verificando l'eventuale presenza di sistemi di videosorveglianza nelle immediate vicinanze dello studio. In un momento di forte polarizzazione, colpire lo studio di un parlamentare significa attaccare un punto di contatto tra Stato e cittadini, alimentando una tensione che rischia di esasperare ulteriormente gli animi, già caldissimi come dimostrano le piazze violente.