Il Silvio che non t'aspetti, orgoglioso della sua età

Nel "selfie" di Pasquetta la forza di un leader che non ha paura di mostrare i suoi anni

Il Silvio che non t'aspetti, orgoglioso della sua età

RomaSenza trucco e senza inganno, come in occasione del servizio sul Sunday Times Magazine. Fa discutere il «selfie» di Silvio Berlusconi, quella istantanea estemporanea scattata insieme a Francesca Pascale e Licia Ronzulli nella quotidianità di Arcore, in un contesto familiare, con la mente divisa tra il riposo pasquale e il lavoro sulla campagna elettorale delle Europee, che ha segnato la prima volta dell'autoscatto social per il fondatore di Forza Italia. Una immagine inevitabilmente rimbalzata in pochi minuti su Whatsapp, Facebook, Twitter e Instagram. Una foto che colpisce sia per la sperimentazione del nuovo «mezzo», sia per una rappresentazione di sé quanto più possibile spontanea e naturale, senza cosmesi anagrafica.

Naturalmente nel commentare la scelta c'è chi interpreta il «selfie» come una decisione estemporanea, del tipo «presidente, ci facciamo una foto?» e chi propende per il sofisticato calcolo di immagine e scommette sulla volontà di trasmettere agli elettori, di tutte le età, compresa quella più avanzata, un messaggio caldo e familiare di verità. Di certo dentro Forza Italia tutti sono consapevoli che tentare l'inseguimento di Matteo Renzi sul terreno del giovanilismo è perdente. Bisogna, invece, puntare sulla forza di un leader che non ha paura di indossare e dimostrare i suoi anni, e con leggerezza sceglie di ironizzare su di essi come accaduto nell'ultima conferenza stampa. Fermo restando che al di là delle considerazioni iconografiche, quello che può fare la differenza è altro, è la sua volontà di essere in campo e lottare con l'intensità di sempre. Tanto più che non trattandosi di una sfida in campo aperto per conquistare il governo del Paese, come sono le Politiche, in vista del 25 maggio bisogna lavorare soprattutto sul legame con il proprio elettorato, sulla «riconquista» dei sostenitori azzurri, frastornati dal costante ingresso del fattore giustizia nella vita politica italiana e dal lungo distacco dalla comunicazione politica a cui Berlusconi è stato costretto, come dimostrano i sondaggi che segnalano il pericolo astensione. Impresa difficile per la quale lo storico leader del centrodestra italiano è pronto a spendersi in prima persona, salendo sui pedali e tentando la scalata del consenso, come già avvenne durante il rush finale della campagna per le Politiche 2013, ma anche nel marzo 2006 con il famoso j'accuse a Vicenza davanti alla platea di Confindustria.

La scelta di immagine - voluta o casuale che sia - fa comunque il paio con un'altra esposizione all'obiettivo in versione «nature», quella concessa al fotografo Paul Stuart nello scorso gennaio per il Sunday Times Magazine. Un servizio in cui Berlusconi appariva senza filtri né giochi di luce o correzioni con Photoshop, con il viso solcato da rughe, in una immagine reale e scarna. Naturalmente i suoi detrattori, nell'eterna gara ad aggiudicarsi l'ambita palma del nemico più irriducibile, scrissero che «si era mascherato da vecchio».

Rendendogli così forse inconsapevolmente omaggio, visto che quell'interpretazione sottointendeva l'impossibilità, anche da parte degli «odiatori professionali», di vederlo soggetto al trascorrere del tempo. Più semplicemente Berlusconi aveva deciso di parlare in modo diverso al suo elettorato, adeguando la sua comunicazione alla realtà che sta vivendo il paese. Costruendo, al contempo, le basi per una nuova empatia con il suo popolo.

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