Sindacati dei medici in rivolta e timori di aumento delle assenze per malattia

Sindacati dei medici in rivolta e timori di aumento delle assenze per malattia

RomaSanità sotto assedio. L'ultimo taglio arriva dall'Inps che ha deciso di bloccare le visite fiscali d'ufficio per i dipendenti pubblici e privati. Di fatto, vengono così sospesi i controlli sulle assenze per malattia che potranno scattare, d'ora in poi, soltanto se sarà l'azienda a chiamare, e soprattutto a pagare, il medico fiscale.
Si tratta di una decisione pesante,dalle conseguenze non del tutto prevedibili e che ha già provocato la rivolta dei sindacati dei medici. Lo scopo ovvio è quello di risparmiare. Ogni anno l'Inps spende circa 50 milioni per le visite fiscali d'ufficio. Una volta cancellato, quel costo sulla carta scompare e diventa una fetta importante rispetto all'obiettivo finale di risparmio previsto per il 2013: i 500 milioni imposti dalla legge di stabilità.
Ma questa decisione rischia di trasformarsi in un boomerang e quel risparmio di restare soltanto sulla carta. Ne sono convinti sia i rappresentanti della Federazione degli ordini dei medici, Fnomceo, sia quelli dei medici di medicina generale, Fimmg. Il rischio immediato è che in assenza di controlli aumentino le assenze per malattia.
«Sarebbe sufficiente anche soltanto uno 0,1 per cento in più di assenze per malattia per far perdere 100 milioni contro i 50 di risparmio ottenuti - spiega Angelo Petrone, coordinatore della Fimmg Inps -; il costo totale per le indennità di malattia a carico dell'Inps nel 2012 è stato di 2 miliardi. Se aumentano le assenze per malattia il danno sarà enorme». Per la Fnomceo poi «la funzione terza del medico fiscale raffigura un'insostenibile garanzia di equilibrio del sistema». E con lo stop ai controlli che fine faranno quei medici? Le visite fiscali d'ufficio ammontano a circa un milione e mezzo all'anno, abolirle mette a rischio anche l'occupazione di un migliaio di medici che svolgono questa attività in via esclusiva per l'Inps che da un giorno all'altro si ritroverebbero senza lavoro.
Questo provvedimento, inoltre, appare in contraddizione con un altro preso sempre dall'Inps a inizio anno. Con un circolare, infatti, l'Inps avvertiva che era necessario ridurre del 3 per cento le assenze dei lavoratori per malattia. Come? Proprio attraverso le visite fiscali. Nel documento si ricordava la necessità di procedere a economicità che andavano realizzate «con l'incremento del 3 per cento degli importi recuperati per effetto della riduzione della prognosi». In sostanza l'Inps, senza tener conto delle effettive condizioni di salute del lavoratore in questione, chiedeva ai medici fiscali di tagliare i giorni di malattia.
Il medico di famiglia aveva assegnato dieci giorni? Con la visita fiscale andavano ridotti a otto o magari anche a sette. Anche questa iniziativa aveva provocato l'alzata di scudi dei medici. Imporre una riduzione del 3 per cento «a prescindere» appare come una indiretta accusa di falsificazione o di esagerazione per tutta la categoria. Quindi, prima l'Inps ordina controlli più severi, e invece ora li abolisce. L'impressione è che si stia procedendo a tentoni.

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