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Social vietati per under 13 e profili limitati per adolescenti. La pdl di Noi Moderati

Noi Moderati propone una proposta di legge che prevede il divieto assoluto di accesso alle piattaforme digitali e ai social network per gli under 13 e forti limitazioni per i ragazzi tra i 13 e i 16 anni

Social vietati per under 13 e profili limitati per adolescenti. La pdl di Noi Moderati
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Divieto assoluto di accesso alle piattaforme digitali e ai social network per gli under 13 e forti limitazioni per i ragazzi tra i 13 e i 16 anni. Questo, in sintesi, il contenuto della proposta di legge, presentata oggi da Noi Moderati nella sede del partito.

"In un momento particolare con episodi come quello di Bergamo, dove un ragazzo 13enne ha accoltellato la sua professoressa, per un partito come Noi Moderati che fa della prevenzione, della tutela dei giovani e del rapporto con le nuove tecnologie e i social uno dei suoi punti cardine, era indispensabile presentare questa proposta di legge, sapendo che in Senato è iniziato l'iter di discussione su un testo base e tutti i partiti stanno presentando le loro proposte", ha spiegato il leader Maurizio Lupi. "Siamo tutti chiamati a un'assunzione di responsabilità, tanto più nel momento in cui viviamo quella professoressa ha usato la parola 'ponte', ed è proprio quello che dobbiamo essere anche per quei ragazzi che poi prendono il coltello e mettono a rischio la vita stessa dei propri insegnanti”, ha aggiunto Lupi, convinto che questa proposta sia diversa dalle altre perché non prevede solo divieti, “ma un'assunzione concreta di responsabilità". Ed è per questo che "la inseriremo - conclude Lupi - come priorità assoluta nelle riunioni di maggioranza che riguardano l'azione di Governo e quella legislativa in questo ultimo anno".

La pdl intitolata "Disposizioni per l'utilizzo di piattaforme digitali da parte di utenti minori di sedici anni” è stata depositata alla Camera da Mara Carfagna (Noi Moderati) e in forma identica anche al Senato da Mariastella Gelmini e Giusy Versace. Con questa proposta, Noi Moderati introduce una serie di tutele obbligatori tra cui l’impostazione del profilo in modalità privata come configurazione predefinita, il divieto di contatto da parte di utenti adulti non previamente approvati, le limitazione degli algoritmi di raccomandazione dei contenuti, il divieto assoluto di profilazione pubblicitaria e la disattivazione della geolocalizzazione precisa. La proposta prevede anche lo stop alla riproduzione automatica dei video, allo scorrimento infinito dei contenuti e alle notifiche notturne, ma soprattutto l'introduzione di un sistema di certificazione dell'età che superi l'attuale meccanismo basato sull'autodichiarazione. Una volta entrata in vigore la legge spetterà all’Agcom, sentito il Garante della Privacy, definire entro 60 giorni le modalità tecniche, i sistemi di controllo e le sanzioni per le piattaforme inadempienti. “Affrontare un disagio giovanile sempre più profondo, con molteplici sfaccettature, significa anche regolamentare l’accesso dei minori ai social network, contrastando atteggiamenti compulsivi e cattive abitudini che possono creare nei più giovani dipendenza”, ha spiegato la senatrice Mariastella Gelmini che l’anno scorso ha sottoscritto il testo della collega di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni e ora spera “che si possa accelerare l’iter e arrivare quanto prima a un'approvazione trasversale e condivisa”. Gelmini, poi, sottolinea: “L’obiettivo non è criminalizzare le piattaforme, che vanno invece coinvolte per rendere il web un luogo più sicuro. Ripartiamo - conclude la senatrice - da un’alleanza scuola-famiglia, mettendo al centro la prevenzione e la formazione, non solo dei ragazzi, ma anche degli adulti, a partire da genitori e insegnanti. Perché la tutela dei minori sul web è una responsabilità collettiva”. La deputata Mara Carfagna, invece, ha dichiarato: “Il mondo digitale rappresenta sempre più una fonte di rischio per bambini e per adolescenti”. E ha aggiunto: “È ormai noto che l'abuso dei social network ha talvolta un impatto devastante sulla loro salute mentale, sulla dimensione relazionale e anche su forme di dipendenza che possono assumere una natura compulsiva con conseguenze drammatiche”. E ha concluso: “Esistono già delle norme ma sappiamo che spesso vengono aggirate e che vanno quindi aggiornate, accelerando in modo tale da avere entro il 2027 una buona legge che protegga i minori e che aiuti le famiglie nel difficilissimo compito di formare i figli e di metterli al riparo da nuove forme di rischio"

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, invece, è che convinto che “il divieto all'uso dei social network ai minori di 14 anni è urgente e necessario, ma da solo non può bastare” e che i ragazzi abbiano “bisogno di vita vera, esperienze formative, relazioni reali con i loro coetanei e in seconda battuta con gli adulti”. E ha annunciato: “Per questo abbiamo deciso di depositare un emendamento al bilancio che stanzia 100.

000 euro per finanziare campus estivi per giovani, promuovendo percorsi di impegno sociale che aiutino i ragazzi a mettersi alla prova, scoprire le proprie capacità e sentirsi parte di qualcosa di più grande, ad esempio nei gruppi della nostra Protezione civile”. Stefani non ha dubbi: “Può essere un'occasione di crescita personale e di responsabilità, fuori dai social, nella vita vera".

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