Revisori dei conti che cambiano vorticosamente, società che mutano in continuazione nome, forma e indirizzo, assorbendosi e controllandosi a vicenda, piani di risanamento che partono e non arrivano. È questo il quadro delle attività imprenditoriali di Olivia e Cristiana Paladino, albergatrici e immobiliariste romane, figlie del napoletano Cesare Paladino, per anni patron del Grand Hotel Plaza di via del Corso. Un piccolo impero ora schiacciato dai debiti, nonostante che per due volte dal governo siano venuti decreti in grado di rinviare il crac: entrambi i decreti portano la firma del presidente del Consiglio di allora Giuseppe Conte. Ovvero il compagno di Olivia Paladino.
La decisione delle sorelle Paladino di mettere in liquidazione le due società di famiglia, raccontata dal Giornale il 28 marzo, è stata in realtà il punto di approdo di una vita travagliata, in cui le capacità imprenditoriale della famiglia non sono riuscite a tenere a galla un gioiello come il Plaza, ora destinato a passare di mano.
Le attività dei Paladino sono contenute in due società a partecipazione incrociata, la Monastero Vecchio e la Roma Splendido, ora entrambe in liquidazione. In realtà la prima era già stata messa in liquidazione nell’agosto 2022, e liquidatore era stato nominato papà Cesare; nel giro di meno di un anno la situazione era apparsa risanata, e il 31 luglio 2023 la liquidazione revocata; ma il tentativo è stato di breve durata, e il 19 marzo scorso i soci hanno provveduto a avviare lo scioglimento, nominando Olivia e Cristiana liquidatori. Il buco rasenterebbe i 17 milioni di euro.
Ancora più burrascose le vicende della Splendido, fondata nel remoto 1921: fino al 2017 è una società in accomandita in mano a Shawn Shadow, fratellastro delle Paladino, poi cambia denominazione più volte, ma già nel 2020 la situazione contabile è così malconcia che il notaio Francesco Balletta deve «attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di ristrutturazione dell'esposizione debitoria» in base al «piano industriale e finanziario elaborato per il periodo 1 gennaio 2021 - 31 dicembre 2030 dal professionista indipendente Pierpaolo Singer». In quel momento il gruppo è già sotto il peso di una pesante esposizione verso il Comune di Roma, per il mancato versamento della tassa di soggiorno, e verso il fisco. Paladino viene processato per peculato e patteggia una condanna.
Arrivano gli aiuti dal governo Conte: l’8 aprile il decreto «Rilancio» autorizza le imprese a rivalutare gli asset positivi (non era scontato che si applicasse anche alle imprese alberghiere, ma a chiarirlo provvede con una «interpretazione autentica» il governo Draghi nel maggio 2021). Sempre nel 2020 il governo Conte depenalizza il mancato versamento della tassa di soggiorno, Paladino chiede e ottiene che la condanna venga cancellata, ma la Cassazione il 17 novembre 2021 ripristina la condanna: altrimenti, scrive, si avrebbe «l'irragionevole conseguenza di privare per il passato del tutto di sanzione» l’appropriazione dei soldi dei turisti.
Ora Olivia Paladino e sua sorella sono alle prese con una impresa ardua: chiudere i conti delle due società pagando tutti i creditori in misura sufficiente da convincerli a non presentare istanza di fallimento.
La liquidazione non ha termini perentori, ma è difficile immaginare che la pazienza dei creditori sia illimitata.