L’asse tra i musulmani e la sinistra è sempre più evidente, e dare ulteriore prova di questa saldatura è la preghiera di fine Ramadan che vede gli spazi pubblici nostrani “dedicati” alla cerimonia per la fine del periodo di digiuno. A Torino era presente il sindaco Stefano Lo Russo, lo stesso che difficilmente ha fatto mancare l’appoggio istituzionale a questa comunità e non poteva certo esimersi questa volta: “Il significato profondo del Ramadan è quello di andare all'essenzialità delle cose, guardarsi dentro, cercare di capire le cose che sono importanti. Siamo in una stagione della storia molto complicata, in cui è difficile trovare le coordinate e capire cosa sta succedendo e, allora, questo significato profondo che ha il Ramadan per tutte le persone di fede musulmana, assume un significato anche per coloro che non sono religiose e che, attraverso questo momento, hanno lo stimolo ad andare all'essenza delle cose. Perché oggi abbiamo tutti bisogno di ritrovare senso, equilibrio, umanità”. Poi il ringraziamento alla “comunità musulmana per l'impegno quotidiano e per il contributo alla nostra città” e il messaggio di un’unione oramai palese: “Insieme possiamo continuare a costruire una Torino più giusta, più solidale, più umana”.
A far discutere anche la preghiera in piazza dei Consoli, a Roma, con l’autorizzazione del Municipio e a denunciarlo è il capogruppo della Lega capitolina Fabrizio Santori, che ha deciso di presentare un’interrogazione in Campidoglio: “Quanto accade in queste ore è inaccettabile. La piazza è stata consegnata al culto dell’Islam come una moschea a cielo aperto, mettendo a repentaglio la sicurezza e la vita quotidiana residenti. Ed è ovvio anche chiedersi se un evento simile organizzato da cristiani, o anche la semplice celebrazione di una Messa all’aperto, sarebbe stato permesso in uno stato islamico. Donne chiuse nei recinti per non disturbare gli uomini ancora una volta testimoniano disprezzo e sessismo, violenza ed emarginazione: comportamenti dai quali la nostra civiltà cerca ogni giorno di emanciparsi definitivamente sono invece riproposti senza vergogna né alcuna protesta davanti agli occhi di migliaia di persone, e anzi avallati dai permessi dell’amministrazione”.
Siccome, forse, qualcuno però ha scambiato l’Italia per La Mecca (non si è mai visto nulla di tutto ciò con dei cristiani, figuriamoci con chi non ha nemmeno un accordo con lo Stato italiano), anche quest’anno la Diocesi di Prato ha concesso l’utilizzo del
piazzale interno del complesso di San Domenico per celebrare la fine del Ramadan. Sarebbe il caso che tutti ci chiedessimo come vengono trattati i cristiani nei paesi musulmani prima ancora di continuare a cedere su ogni fronte.