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La nuova campagna di Salis al grido di "tassare i ricchi"

L’europarlamentare torna alla carica con la solita proposta per aumentare la tassazione a chi produce valore nel Paese

 La nuova campagna di Salis al grido di "tassare i ricchi"
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Ilaria Salis continua con le sue battaglie ideologiche, slogan che sono utili più per prendere qualche like sui social che per migliorare lo stato dell’Unione europea e rappresentare i cittadini, che dovrebbe essere il suo lavoro. Finora, in effetti, la rilevanza di Salis a Strasburgo e a Bruxelles è stata prossima allo zero, non si rilevano suoi interventi, mozioni o proposte che abbiano in qualche modo convinto il parlamento a seguire la sua linea. Ha un’elevata rilevanza mediatica, questo è innegabile, per lo meno ce l’ha in Italia dove è oggettivamente seguita, ma quando si tratta di politica il discorso cambia radicalmente. D’altronde, Salis è stata candidata da Avs per provare a farla uscire dal carcere ungherese ed è stata votata per lo stesso motivo, non perché avesse un programma politico che ha convinto gli elettori a fare il suo nome.

Anche per questo le campagne portate avanti sui social sono comunicati destinati per lo più al chiacchiericcio della rete. L’ultimo affidato da Salis a Facebook si inserisce in una proposta per la raccolta firme per il referendum della Giustizia (l’ennesima) che ha come oggetto lo stesso quesito e si intitola Stop Tassa Etica, Tax The Rich”. Nel lungo testo, l’europarlamentare si dice favorevole “all’abolizione della cosiddetta “tassa etica”, un’addizionale IRPEF e IRES del 25% applicata ai redditi derivanti da attività pienamente lecite nel settore del p*rno e della produzione di contenuti audiovisivi legati alla sessualità. È una misura bigotta, liberticida e incostituzionale”. Di contro, Salis afferma che “serve far pagare di più a chi guadagna molto, e meno a chi guadagna poco (rafforzare la progressività fiscale). Serve far pagare le piattaforme, e non gli utenti che le utilizzano. Serve una tassazione seria dei grandi patrimoni e delle successioni. Serve colpire le rendite finanziarie, immobiliari e fondiarie”.

Il programma di Salis è un programma comunista moderno, nulla di più e nulla di meno, secondo il quale “serve chiedere meno a chi produce (poco) reddito lavorando.

E serve chiedere molto di più a chi accumula ricchezza attraverso la proprietà, la rendita e lo sfruttamento del lavoro altrui. Basta oscurantismo, basta ipocrisia, basta sessuofobia. Equità fiscale e giustizia sociale”.

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