"Sulle liberalizzazioni resta molto da fare"

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: "Realizzare in maniera compiuta le riforme strutturali dei mercati"

"Sulle liberalizzazioni resta molto da fare"

Sulla semplificazione della regolazione e sulla liberalizzazione dei mercati negli ultimi anni molto è già stato fatto, ma molto resta ancora da fare. Lo scrive l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione inviata a governo e Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale per la concorrenza. Secondo l'Antitrust è imprescindibile realizzare in maniera compiuta le riforme strutturali dei mercati accelerando l'attuazione effettiva di quelle avviate: solo così, scrive l'Agcm, sarà possibile eliminare gli ostacoli che limitano la concorrenza e la competitività del tessuto produttivo nazionale, superando al contempo le strozzature infrastrutturali ancora esistenti.

Molteplici sono le aree nelle quali occorre intervenire: dai settori dell'energia elettrica e del gas alla distribuzione dei carburanti, dalle comunicazioni ai settori bancario e assicurativo, alla sanità, alle poste fino ai servizi professionali. Nelle proposte dell'Autorità trova spazio anche la revisione dei settori portuali e aeroportuali nonché di quello della gestione dei rifiuti. L'Autorità rileva, inoltre, la necessità di intervenire nei servizi pubblici locali e nelle società pubbliche al fine di superare quel "capitalismo pubblico" che non consente di raggiungere adeguati livelli di efficienza e di qualità dei servizi. Poiché le infrastrutture sono essenziali per la competitività, la segnalazione suggerisce, infine, l'adozione di forme di consultazione pubblica preventiva sul modello del débat public francese che, evitando l'insorgere di contestazioni successive alla fase della decisione, consentono un'accelerazione dei tempi e una riduzione dei costi di realizzazione.

La segnalazione, in attuazione della legge 23 luglio 2009, rappresenta il contributo tecnico dell'Autorità ai soggetti istituzionali, Governo e Parlamento, chiamati a compiere le scelte di politica economica, nell'individuare le misure ritenute utili per il processo di rinnovamento dell'economia.

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