Politica

Svelato un complotto per uccidere il Papa

"Il Fatto quotidiano" pubblica un documento-choc su un presunto attentato a Benedetto XVI

Svelato un complotto per uccidere il Papa

Svelato un complotto per uccidere il Pontefice. In un documento esclusivo, pubblicato da Il Fatto Quo­tidiano, il cardinale siciliano Paolo Romeo rivela quanto ascoltato in Cina durante un viaggio avvenu­to a novembre: «Entro 12 mesi il Papa morirà». A raccontare questa vicenda è stato ieri il direttore del Fat­to, Padellaro, durante la puntata di Servizio Pubblico.

Le parole di Romeo sarebbero state raccolte dal cardinale Dario Castrillo­n Hohyos che ha redatto l'appunto a dicembre e lo ha inviato a Benedetto XVI a genna­io. Da segnalare che poco dopo,in tarda serata,è arri­vato l’intervento del portavoce vaticano, padre Fede­rico Lombardi: «Si tratta evidentemente di farneti­ca­zioni che non vanno prese in alcun modo sul serio».

Il documento è stato presentato in anteprima a Ser­vizio Pubblico e che, è arrivato nelle mani di un giorna­li­sta del Fatto, e contiene anche un’ipotesi su chi suc­c­ederà al trono Pontificio: secondo Romeo sarà Ange­l­o Scola, arcivescovo di Milano. Quale ruolo avesse il cardinale di Palermo non è apparso molto chiaro, né quali fossero i suoi canali di informazione. È bene ri­cordare, comunque, che Paolo Romeo, siciliano di Acireale, vanta una lunga carriera diplomatica, du­rante la quale ha mantenuto relazioni in ogni parte delmondo. Non meraviglia, dunque, che sia stato de­stinatario di una informazione così inquietante. L’arco di tempo indicato, un anno, è la notizia più singolare.

Se Romeo ne fosse stato a conoscenza, si­gnificherebbe che la scomparsa del Pontefice possa essere provocata da un evento criminoso o che la salu­te del Pontefice sia seriamente compromessa. Che cosa avrebbe provocato la scomparsa del Pontefice, tuttavia, non viene specificato, se vittima di un attentato o cause naturali, stando alle anticipazioni. Non si conoscono, ovviamente, le reazioni del Car­dinale Paolo Romeo, che probabilmente non è stato anticipatamente informato della pubblicazione del clamoroso reportage. Sarà bene, dunque, attendere una conferma da parte del Porporato.

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