Tegola per Ingroia e Crocetta I giudici reclamano 2,2 milioni

Per la Corte dei conti le assunzioni a "Sicilia e-Servizi" hanno causato un danno erariale. L'ex pm: "Mi viene da ridere"

Tegola per Ingroia e Crocetta I giudici reclamano 2,2 milioni

Riguardasse qualcuno dei loro avversari politici, c'è da scommetterci, griderebbero allo scandalo, corredato da richiesta di dimissioni. E invece, questa volta, minimizzano, perché a finire sotto la scure della magistratura contabile sono proprio loro: Rosario Crocetta, il governatore di Sicilia che in Procura va un giorno sì e l'altro pure per far denunce, e Antonio Ingroia, ex pm, leader di Azione civile cui l'amico Rosario ha dato ben due incarichi, quello di commissario della Provincia di Trapani e quello di liquidatore di Sicilia e-Servizi, carrozzone regionale in via di dismissione e che però ha un'importanza strategica, perché gestisce il software della Regione, cioè stipendi, prenotazioni sanitarie e roba simile. E proprio da Sicilia e-Servizi arrivano i guai: la Corte dei conti, infatti, ha stimato un danno erariale di circa 2,2 milioni di euro per aver assorbito 76 lavoratori della Sisev, l'ex socio privato. Le assunzioni, sostiene il giudice, sono state fatte senza criteri e senza un piano.
Non tutta colpa di Ingroia e Crocetta. Nel mirino anche mezza giunta regionale pre-rimpasto - 6 persone tra ex e attuali assessori, compresa la candidata Pd alle Europee Michela Stancheris, assessore al Turismo di Crocetta dopo esserne stata assistente parlamentare a Bruxelles - il ragioniere generale, l'Avvocato dello Stato e la dirigente delle società partecipate. Tutti, entro 40 giorni, dovranno produrre le loro controdeduzioni. E poi si vedrà.
Una storia nata male e finita peggio, per Ingroia e Crocetta, quella di Sicilia e-Servizi. Prima le polemiche sulla nomina dell'ex pm, fatta direttamente dal governatore. Poi la grana delle assunzioni, visto che tra i 76 c'era anche qualche nome pesante, come quello della figlia del defunto boss Giovanni Bontade. Quindi le ulteriori polemiche, per la mancata assunzione dopo il periodo di prova di 16 lavoratori, tra cui proprio la figlia di Bontade. E ora questa tegola.
Ingroia la sentenza l'ha già emessa: «Mi verrebbe da sorridere – dice – a vedermi recapitare un avviso di garanzia per presunto danno erariale. Me lo aspettavo, non è la prima volta che, pur di non dirmi grazie, le regole del senso comune vengono rovesciate». Ingroia ricorda che la delibera della giunta Crocetta imponeva la riassunzione: «Qualcuno – dice – dovrebbe premiarci e dire grazie per aver evitato il danno erariale. Se non avessimo adottato la procedura che oggi ci viene contestata il black out informatico della Regione sarebbe stato inevitabile, con conseguente rischio per servizi pubblici essenziali».
Minimizza anche Crocetta il censore: «Ma quale danno erariale? Ho la coscienza tranquilla di avere agito per il bene della Sicilia. Forse avrei dovuto chiudere? Mi avrebbero denunciato per interruzione di pubblico servizio».

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