Test di medicina: caos e mal di testa

Segnalate centinaia di irregolarità. Studenti in rivolta: domande impossibili e selezioni sbagliate

Test di medicina: caos e mal di testa

Milano - Alzi la mano chi ha mai sentito nominare Noam Chomsky. Rialzi la mano chiunque sappia chi ha inventato la definizione di «secolo breve» riferita al XX secolo o se è consapevole di «come fare per riformare un articolo della Costituzione». È tra le polemiche che ieri è stata inaugurata in tutt'Italia la giornata dei «quizzoni» dedicata all'ingresso della facoltà di Medicina. Per 10mila posti messi a bando dal ministero, gli aspiranti dottori erano 65mila. Alla Statale di Milano, 3.468 candidati per 370 posti (670 alla loro seconda volta, 144 alla terza e 22 addirittura al quarto tentativo); 2.830 candidati per 400 ingressi a Palermo. A Tor Vergata 1.937 aspiranti matricole per 220 posti.

Dietro ai banchi c'erano giovani di sedici anni ma anche settantenni con lo spirito da teenager. E tutti a fare crocette per sfidare il futuro. Compresi i cinque abbinamenti scienziato-campo scientifico (Levi Montalcini-Neurologia; Camillo Golgi-Istologia; Enrico Fermi-Fisica nucleare; Riccardo Giacconi-Astronomia; Mario Capecchi-Chimica). Alla prova bisognava rispondere a 60 domande a scelta multipla, ciascuna con 5 opzioni di risposta. E nel tempo a disposizione (100 minuti) al maggior numero di quesiti suddivisi in tre diverse sezioni: cultura generale, discipline di riferimento e logica. Unanimi i commenti sulle domande degli studenti al termine della prova. Chimica? «Difficilissime». Biologia? «Impossibili». Fra i quesiti più curiosi, quello sull'ossidazione delle cellule, sulla chemioterapia, sulla velocità con cui girano le pale eoliche. E se tra chi ha fatto il test regnava la rassegnazione o il fatalismo, nelle piazze è dilagata la protesta.

Gli studenti del sindacato universitario Link hanno appeso uno striscione di sintesi davanti al Policlinico di Milano: «Uno studente non ammesso è un medico in meno domani. In 10 anni ne mancheranno 10mila. Tremila borse di studio e di specializzazione a fronte di 8.000 richieste». Altri gruppi di studenti si sono invece mobilitati in diversi atenei. Contestano il sistema di selezione «discriminante e sbagliato che mette sotto scacco il futuro di un'intera generazione» Roberto Campanelli, coordinatore Nazionale dell'Unione degli Studenti critica un test «che non può decidere il livello di preparazione di uno studente, specie quando è fatto ad aprile in piena preparazione per l'esame di maturità». E parla di attacco frontale al diritto di studio visto che «si dà la possibilità ad un solo studente su 7 di accedere a medicina». Critiche più sfumate da parte di Antonio Carrassi, presidente della Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Milano. «Il numero programmato va mantenuto, ma i quiz a risposta multipla vanno migliorati, non ci sono domande di valutazione psicoattitudinale, molto importanti per chi deve fare il medico e chi proviene dal classico è svantaggiato rispetto agli studenti dello scientifico».

Con o senza modifiche, secondo l'Ordine dei Medici la selezione «è un valore da preservare per evitare precariato e assistenza sanitaria scadente». Ma ieri a tenere banco sono state anche le centinaia di segnalazioni di irregolarità da parte degli studenti che annunciano ricorsi. La più grave, all'ateneo di Bari, dove alcuni plichi sono arrivati in aula danneggiati e forse manomessi. Una situazione caotica che è stata «domata» solo dalla polizia. Oggi si cambia facoltà. Tocca ai test di veterinaria e domani di architettura. In tutto saranno oltre i 83.000 candidati per circa 19.000 i posti complessivamente a disposizione.

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