"Oggi noi istituiamo un premio per il merito dimostrato concretamente, per premiare quei giovani indicati dalle scuole che sapranno realizzare al meglio quei valori del rispetto, della solidarietà, di una responsabilità che porta il giovane a essere un cittadino consapevole, solidale, che sa essere partecipe di una comunità, che sa capire e comprendere i valori dell'altro". Così il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine della cerimonia di premiazione al ministero in viale Trastevere dello studente che ha difeso la professoressa di francese Chiara Mocchi aggredita nella scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Il ragazzo di 13 anni e il personale scolastico si sono distinti il primo "per il suo coraggio" e i secondi per "il grande senso civico" dopo l'aggressione. Un'iniziativa, quella annunciata dal ministro, "che si inserisce in quella educazione al rispetto, alle relazioni, all'empatia che abbiamo avviato proprio il 9 aprile".
Valditara ha ringraziato "lo studente che ha tenuto un comportamento molto coraggioso, dimostrando grande senso civico e grande spirito di solidarietà. Sono valori che noi dobbiamo incoraggiare a partire dalle nostre scuole nella società. Lui è stato un esempio". Il ministro ha poi voluto ringraziare anche "l'intera comunità scolastica, non soltanto l'operatrice scolastica e i docenti che si sono immediatamente prodigati per il loro comportamento altrettanto coraggioso, ma anche i compagni del ragazzo che hanno dimostrato grande solidarietà, grande affetto, un legame molto forte, molto stretto, che ha valorizzato un gesto particolarmente nobile". La medaglia, dunque, "va a tutta la scuola".
"All'indomani" dell'aggressione alla professoressa Chiara Mocchi "ci sono stati gruppi" sui social "che hanno inneggiato a quel gesto terribile", ha dichiarato il ministro a margine della cerimonia. "Abbiamo visto oggi cos'è successo in Turchia, due giorni dopo un altro attacco in una scuola, sempre in Turchia. L'emulazione è una brutta cosa. Noi dobbiamo far sì che l'emulazione sia su fatti positivi, non negativi e quindi è un invito a tutti.
Iniziamo - aggiunge - a parlare anche di cose belle, di testimonianze che rappresentano il bene che c'è nella nostra società e il bene che c'è nei nostri giovani". "Valorizziamoli - sottolinea - non pensiamo che siano bulli, ragazzi che si perdono sui social, che compiono gesti di questo tipo. Tantissimi, la stragrande maggioranza, hanno solo voglia di futuro".