Dopo la kermesse della Lega in Abruzzo in cui Matteo Salvini aveva ricordato che "chi esce dalla Lega finisce nel nulla" e le voci (mai davvero smentite) di un addio da parte di Roberto Vannacci, è lo stesso generale a fare una nuova mossa.
Solo pochi giorni fa, il 24 gennaio, l'ex capo della Folgore avrebbe infatti depositato all'Ufficio brevetti dell'Unione europea un nuovo marchio di quello che ha tutta l'aria di essere un nuovo partito. Il logo, secondo l'Adnkronos che l'ha visionato, sarebbe formato da un cerchio blu, con una fiamma tricolore stilizzata al centro. In lato, in caratteri bianchi, netti e moderni, campeggia la dicitura "Futuro Nazionale".
Si tratta solo di "un simbolo, come quello del Mondo al Contrario e di GenerazioneXa", minimizza laconico lo stesso Vannacci, vicesegretario della Lega e eurodeputato. Ma la sua mossa è stata preceduta negli scorsi mesi da quella del fedelissimo del generale, Giulio Battaglini, già in Fdi, poi sotto le insegne dell'eurodeputato della Lega di cui oggi è braccio destro, assieme al fedelissimo Massimiliano Simoni, ex militare e ex Fdi, oggi unico eletto in Toscana con la Lega a gestione Vannacci. Il lucchese Battaglini, oggi uno degli assistenti parlamentari del generale a Bruxelles e dipendente della "Versiliana",
a quanto risulta all'AdnKronos, lo scorso fine ottobre, aveva infatti già registrato il dominio internet www.futuronazionale.it. Piattaforma web che potrebbe divenire il sito ufficiale della nuova formazione vannacciana.
Le tensioni sulla possibile fuoriuscita di Vannacci dalla Lega vedono -per ora- il leader Matteo Salvini gettare acqua sul fuoco. Nelle scorse ore, Via Bellerio ha smentito ricostruzioni di stampa dove si raccontano pressioni da parte di Luca Zaia sul segretario per intervenire contro il suo vice, ormai da molti dei 'vecchi' leghisti considerato un corpo estraneo.
"Nessuna telefonata", assicurano dalla Lega. Ma di certo in tanti si interrogano sul futuro politico di Vannacci, guardando con attesa alle mosse del segretario federale, impegnato in una mediazione che pare sempre più complicata.