La versione di Marina: il mio posto è in azienda

La primogenita dell'ex premier smentisce una sua discesa in campo ma torna a criticare la sentenza del processo Mediaset: la condanna riguarda tutte le persone oneste

La versione di Marina: il mio posto è in azienda

Il centrodestra guarda al futuro. A settembre prenderà il via il progetto della nuova Forza Italia. Domenica scorsa, alla manifestazione di via del Plebiscito, Silvio Berlusconi ha messo le cosa in chiaro: "Non mollo, resto qui". Così, mentre il Pd si frantuma in vista del congresso d'autunno, il Pdl si compatta attorno al Cavaliere e prepara l'offensiva in attesa di tornare al voto. Ma chi guiderà la nuova Forza Italia? Berlusconi passerà davvero il timone alla primogenita Marina? La voce circola insistentemente da diversi giorni. D'altra parte la presidente di Fininvest e Mondadori ha già raccolto molti apprezzamenti sia in politica, in un arco che va da Daniela Santanché a Michaela Biancofiore, sia tra l'elettorato di centrodestra che ha risposto positivamente alla possibilità di un cambio al vertice in questo senso. Cambio che, però, è stato smentito dalla diretta interessata.

Berlusconi l'ha sempre detto. Vuole tener fuori la figlia dalla politica. La preoccupazione principale è che l'odio che per vent'anni è stato riversato su di lui possa essere spostato per ferire Marina. Una preoccupazione più che reale. Basta guardare come si sta attrezzando la sinistra. È bastato che la sua discesa in campo fosse soltanto un'ipotesi perché l'Unità si mettesse a studiare un trucchetto per renderla ineleggibile grazie all'asse tra democratici, Sel e grillini. La stessa Marina non ha alcuna intenzione di prendere in mano le redini del centrodestra. Dopo paginate per rivelare le mosse e la tempistica delll'ingresso in politica della primogenita del Cavaliere, ecco arrivare l'ennesima smentita. Come riporta il vicedirettore del Corriere della Sera Daniele Manca, nelle ultime ore Marina Berlusconi avrebbe rassicurato i manager del gruppo Fininvest e i suoi più stretti collaboratori sul fatto che non è nelle sue intenzioni impegnarsi in politica. Tutto smentito, isomma. Una pietra sopra, almeno per ora, sui retroscena politici agostani che in questi giorni stanno cercando di far luce sulle prossime mosse del Cavaliere. Che la primogenita non avesse intenzione di entrare nell'agone politico, non è certo un mistero. Non più tardi di qualche mese fa, infatti, aveva affidato a una nota scritta la propria posizione. Nonostante la chiarezza del "no", molti esponenti del Pdl e molti elettori del centrodestra hanno sperato in un suo impegno. Impegno che sembra, quindi, non concretizzarsi nemmeno dopo la condanna della Cassazione al processo Mediaset. Condanna che la sinistro e il partito delle toghe vede come la fine della vita politica del Cavaliere e il lasciapassare per la sinistra al governo. In realtà, Berlusconi ha detto chiaramente che non ha alcuna intenzione di lasciare il Paese in mano a gente che lo renderebbe meno libero. "Io sono qui, io resto qui, io non mollo - ha assicurato domenica scorsa dal palco - continueremo tutti insieme a combattere questa battaglia di democrazia e libertà facendolo diventare un Paese dove i cittadini non abbiano paura di trovarsi senza nessun motivo in carcere".

Secondo il retroscena del Corsera, Marina Berlusconi avrebbe spiegato ai suoi collaboratori che la democrazia è stata ferita e che, proprio per questo, c'è un disperato bisogno di un Berlusconi, che c'è, si chiama Silvio, e non molla. Il mio posto è qui, avrebbe assicurato, nelle aziende, a maggior ragione in una situazione complessiva così delicata. Così, sebbene le ipotesi circolate in questi giorni siano suggestive, non crede percorribile una sua discesa in campo. Pur nutrendo il massimo rispetto per la politica, la presidente di Fininvest e di Mondadori rimane fermamente convinta che, come in una qualsiasi azienda, anche la leadership politica non va improvvisata né tantomeno trasmessa per via ereditaria, ma deve essere piuttosto preparata con la gavetta. Per dirla in termini aziendali: non si può puntare al vertice senza aver fatto l'apprendistato. E a chi le ha ricordato la discesa del padre nel '94, Marina ha fatto notare che di Silvio Berlusconi ce n'è uno solo ed è inimitabile.

La presa di posizione di Marina Berlusconi, documentata dal Corriere della Sera, non diminuirà il suo impegno contro l'assalto giudiziario che da anni mira a far fuori politicamente il leader del Pdl. La sentenza del processo Mediaset è ingiusta, e Marina lo ripete senza se e senza ma, Coi suoi interlocutori avrebbe accusato la Cassazione di aver calpesta in modo inaccettabile non solo i diritti del padre e dei milioni di italiani che l'hanno votato il diritto dei nostri figli di crescere e vivere in un Paese civile e democratico. Insomma, secondo Marina, non è stato condannato il Cavaliere, ma sono state condannate tutte le persone oneste del Paese.

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