Violante zittisce ancora il Pd: "Rinviare il caso alla Consulta? La Giunta lo fece già nel 2009"

Il giurista apre un varco verso l'esame di costituzionalità della legge Severino: "Allora lo permisero anche la stessa Consulta e il Pd". Ma ribadisce: "Nessun lodo"

Violante zittisce ancora il Pd: "Rinviare il caso alla Consulta? La Giunta lo fece già nel 2009"

Nonostante ripeta da giorni che la sua non è un'apertura a Berlusconi e al Pdl, Luciano Violante ribadisce quello che dice da giorni: bisogna dare al Cavaliere la possibilità di difendersi. E sottolinea come, a livello giuridico, la vera questione è "se la Giunta possa sollevare eccezioni di costituzionalità sulla legge Severino o fare ricorso alla Corte di Lussemburgo".

È questa quindi la prima pregiudiziale su cui l'organo è chiamato a votare. Ma, ricorda lo stesso giurista, c'è un precedente: "La Consulta e lo stesso Pd nel luglio del 2009 decisero che la Giunta poteva sollevare eccezioni di questo tipo". Parlando a Radio 24, Violante ha quindi concluso: "Oggi vedremo. Chiaramente se si decide che non si possono sollevare questioni, la vicenda è chiusa. Se invece, come molti costituzionalisti anche recentemente hanno sostenuto, si può agire in quel senso e bisogna passare alle altre due questioni sollevate dal relatore".

Ma, tiene a precisare, nessun lodo per salvare Silvio Berlusconi: "È solo una proposta banale, e cioè che tutti hanno diritto di difendersi", ha chiarito, "A parte che lodo è una parola infelice per i suoi precedenti io non ho avanzato lodi o vie d’uscita per Berlusconi. Da magistrato mi son sempre battuto per i diritti delle persone in difficoltà. Chi si trova davanti a un procedimento deve potersi difendere. Ma ormai noto che anche tutti i dirigenti del Pd dicono la stessa cosa". Violante comunque ha definito un ricatto politico la posizione del Pdl: "Dire se si vota in Giunta c’è la crisi di governo mi sembra un ricatto politico. Il Pdl a parti invertite non accetterebbe mai un ricatto di questo genere, è una pressione inaccettabile nel modo più assoluto".

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