Il vittimismo delle Ong pro migranti, il reddito di Tridico e il fiocco arcobaleno della mamma pro gender: ecco il podio dei peggiori

L'assessora (se no si offende) del Pd vuole che il figlio neonato scelga il suo genere, l'ex presidente dell'Inps propone la mancetta per ottenere voti in Calabria e la sinistra impazzisce per l'applicazione della legge. Ecco i peggiori della settimana

Il vittimismo delle Ong pro migranti, il reddito di Tridico e il fiocco arcobaleno della mamma pro gender: ecco il podio dei peggiori
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Al terzo posto del podio Margherita Colonnello, l’assessore (anzi, assessora altrimenti si offendono) del Partito Democratico alle Politiche Sociali del Comune di Padova. La Colonnello, neo-mamma, ha scelto di non utilizzare il tradizionale fiocco azzurro (o rosa) alla nascita del figlio. Meglio quello arcobaleno! Il motivo? Beh, deciderà il piccolo cosa essere. Se essere maschio o femmina. Vi sembra una cosa normale? Un fatto è certo, l’assessora dem ha mantenuto la promessa fatta al gay pride quando, col pancione, aveva detto: “Cara bambina, caro bambino. Quando verrai al mondo, non ti regalerò né il fiocco rosa né quello azzurro. Te lo regalerò arcobaleno, perché i colori sono tutti bellissimi! E poi sceglierai tu…” Speriamo per lei che sia solo una trovata pubblicitaria, altrimenti per il piccolo si prevedono già molti problemi.

Al secondo posto Pasquale Tridico! L’ex presidente dell’Inps (candidato in pectore a Presidente della Calabria) promette il reddito di dignità. Sì, avete capito bene! Una sorta di mancetta elettorale per guadagnare qualche voto in più alle elezioni. Nonostante il fallimento del reddito di cittadinanza lui insiste e ripropone lo schema, ma solo per i calabresi ovviamente. I soldi? Facile, li prenderà dall'Europa, ha detto. Una mossa astuta secondo Tridico, in grado di offrirgli la vittoria sul piatto d’argento. Ma dopo tutti i danni prodotti dal reddito di cittadinanza come si fa a riproporre un nuovo sussidio? Non solo, i calabresi, caro Tridico, non hanno mica l’anello al naso. Se pensa di comprare così una fetta di elettorato si sbaglia di grosso. Ci chiediamo, una promessa elettorale del genere non vale come voto di scambio? È impossibile che nessuno intervenga per dire che è una cosa che non si può fare.

Al primo posto il vittimismo delle Ong! Ogni scusa è buona per attaccare il governo e sollevare polveroni. Prendete il caso di Mediterranea, la Ong italiana capitanata da Luca Casarini. Dopo essere salpati alla volta della Libia per recuperare migranti, hanno disobbedito agli ordini del Viminale. Invece di attraccare a Genova, hanno puntato la prua della nave su Trapani, in Sicilia. Un gesto di ribellione che (giustamente) gli è costato il fermo amministrativo dell’imbarcazione e una multa da diecimila euro. Apriti cielo. A sinistra l’applicazione della legge li ha fatti impazzire.

Alcuni deputati del Pd hanno organizzato una spedizione a bordo della nave per solidarizzare con l’equipaggio corsaro e, altri, hanno attaccato duramente il governo. Sembra evidente che ai democratici alcune leggi non piacciano. Ah, mentre sbraitavano per difendere Casarini e la sua crew, nemmeno una parola contro il gambiano ventiseienne che ha stuprato una donna a Roma.

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