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Voi morireste per la libertà?, le manette di Moretti e l'Iran: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: i maritiri di Teheran, l'intervento di Trump e la Flotilla

Voi morireste per la libertà?, le manette di Moretti e l'Iran: quindi, oggi...
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- Titoloni sui “bengala nella scatola” trovati al Constellation. Maddai? Signori, toc toc: era Capodanno. Quanti bengala, miniciccioli e altre diavolerie avevate a casa vostra per festeggiare? Pensiamo alle cose serie, dai…

- Adesso sappiamo che Jessica Moretti era una modella e ha fatto una comparsa nel lancio del film “Il dittatore”. E quindi?

- Le Ong sostengono che in Iran ci siano già 12 mila morti. Il regime parla di 2 mila, quasi a scusarsi. Ma duemila morti sono un’enormità, signori miei. Stiamo ancora aspettando che i nostri amici della Flotilla si mobilitino per gli iraniani?

- Comunque facciamo tutti finta di dimenticarci che, se l’Iran è piombato nel caos odierno, è anche un po’ colpa di alcuni Paesi occidentali che hanno permesso, se non sostenuto, la Rivoluzione guidata dai Pasdaran. Non voglia Iddio che un giorno ci troveremo a rimpiangere anche il cambio di regime avvenuto in Siria

- Voglio anche dire un’altra cosa in merito agli arresti di Jessica Moretti. Per scongiurare il rischio di fuga le hanno messo alla caviglia un dispositivo elettronico. È la giusta misura, a fronte di accuse che devono comunque ancora affrontare un processo (per quanto le responsabilità appaiano evidenti), soprattutto perché deve curare un figlio di 4 anni e uno di pochi mesi.

- Preferisco questo sistema a quello del Belgio, in cui una donna è stata sbattuta dietro le sbarre da semplice indagata nonostante avesse una figlia molto piccola. La giustizia è una cosa seria e non può essere piegata alla cronaca. Se non vogliamo che un’innocente come Kaili (ad oggi non è stata condannata per nulla) si veda la vita rovinata, al pari di quella di sua figlia, allora dobbiamo accettare che una probabile colpevole, come Jessica Moretti, resti fuori dal carcere fino a sentenza definitiva. Ne va della nostra cultura giuridica.

- Comunque Jacques Moretti avrà le sue colpe, ma non risulta essere il legale rappresentante del Constellation né il direttore generale (è la moglie). Forse, essendo socio al 50%, dovrà comunque pagare qualcosa, ma credo che i guai peggiori li passerà lei. Non lui.

- A me non sta simpatica Jessica Moretti, ma vi invito a leggere l’epilogo del pezzo di Repubblica: “A Crans-Montana guidava la Bentley della vasta flotta del marito. Tredici anni fa, dopo una giovanile carriera da modella in Costa Azzurra, le luci della ribalta del Festival di Cannes. La ritraggono al fianco di Sacha Baron Cohen per promuovere il film *Il dittatore*. Mini-sahariana e finto kalashnikov puntato: profetica interpretazione della pupa di un boss”. Manco il tempo di difendersi e questa è già la baby girl di un mafioso. Vabbé.

- Pare che Trump stia valutando opzioni "non militari" a sostegno dell'Iran. E voi direte: perché? Facile. Perché Teheran non è Caracas, gli Ayatollah sono ben armati e possono reagire contro le basi Usa nella regione. Maduro no, non ne era in grado. Per questo l'intervento americano può arrivare solo qualora i rivoltosi mettano davvero in difficoltà il regime. Lo scopriremo solo vivendo.

- Fanno impressione le file di sacchi neri pieni di rivoltosi iraniani, massacrati dagli Ayatollah. Ogni volta che vedo una giovane vita spezzata così mi chiedo: ma ne vale la pena? Ne vale la pena morire per ottenere un sistema di governo meno oppressivo? La risposta è semplice: sì, un po’ come per i martiri.

Ma a mettermi in crisi è sempre il quesito successivo: io sarei disposto a crepare in quel modo? E qui si complica il tutto. Forse no. Perché contro l’oppressione si può cercare un compromesso. Contro la morte no, quella è senza appello.

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