Continuano le polemiche in vista del referendum sulla giustizia, in particolare dopo che il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha dichiarato che "i delinquenti votano Sì", salvo poi fare marcia indietro arrampicandosi sugli specchi ("sono stato strumentalizzato in malafede").
Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo è tranchant: "Se avete ancora qualche dubbio sulla necessità e urgenza di votare sì al referendum sulla giustizia, leggetevi le ultime dichiarazioni del magistrato Gratteri e andrete alle urne senza bisogno di porvi altre domande".
Le dichiarazioni di Gratteri non hanno solo scosso il mondo della politica, bensì anche quello della giustizia, perché non siamo davanti a una banale svista o a pensieri mal espressi, ma ad accuse pesanti e gravissime. Il caso finisce subito al Csm e la Cassazione valuterà provvedimenti disciplinari.
Crosetto: "Gratteri indifendibile"
"Mi considero amico di Gratteri e come lui sa bene l'ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo", scrive in un post su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Questa volta è indifendibile. Sono convinto che il SÌ non debba essere una scelta politica, ma di civiltà e che il No sia solo un modo per continuare ad usare la Giustizia in modo parziale e partigiano".
Crosetto dichiara inoltre di non sentirsi offeso dalle parole di Gratteri: "So che non ci crede nemmeno lui e so che non sono dettate dalla verità, ma dalla necessità di difendere prerogative di potere superiore a tutti gli altri cittadini".