Al peggio non c'è mai fine. Dopo aver letto in diretta tv da Floris su La7 una fake news su Giovanni Falcone e la sua contrarietà alla separazione delle carriere, dopo aver scaricato la colpa sulle sue fonti che gli avevano girato la bufala senza l'onere di verificarla ("Me l'hanno mandata persone serie e autorevoli dell'informazione, me l'hanno riportata come autentica e io l'ho letta"), dopo aver continuato a sostenere di non aver mai travisato il pensiero del magistrato ucciso dalla mafia ("Il senso delle mie parole è stato frainteso e strumentalizzato"), adesso Nicola Gratteri, celebre frontman per il No al prossimo referendum sulla giustizia, ci delizia con un'altra perla. Parliamo della divisione antropologica e giudiziaria tra chi metterà la croce sul Sì e chi sul No.
“Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”, ha detto a L'altro Corriere Tv. Eccole le assurde parole del procuratore di Napoli segnalate dal giornalista Antonucci e rilasciate dalla toga in tv. In pratica, o voterai contro il governo o sarai automaticamente a rischio arresto, da indagare, da condannare, da inserire nelle logge massoniche. Un'allergia alla democrazia che raggiunge vette altissime, per certi versi incredibili. Ma d'altronde se quando si è trattato di macchiare la memoria di Falcone con delle bufale vaganti il procuratore di Napoli ha incassato la difesa a oltranza dell'Anm, dei giornali "amici" come il Fatto quotidiano e financo del conduttore di Report Sigfrido Ranucci ("Basta attacchi a un grande magistrato e a un grande uomo"), non ci aspetteremo mica una presa di posizione contraria o una critica alle esternazioni di Gratteri. Evidentemente per il No tutto è lecito, persino offendere tutti quei cittadini che la pensano diversamente e che credono semplicemente in una giustizia diversa da quella che hanno visto fino ad ora.
L’altra sera dalla Gruber il magistrato sosteneva: “Penso che i partiti non stiano facendo abbastanza per sostenere il No al referendum. Hanno aspettato tanto, hanno iniziato a muoversi quando il consenso per il No è salito. Devi fare una lotta se sei convinto, quando nessuno crede nel recupero, non si interviene per convenienza, se conviene o meno. Ora inizio a vedere attività, ma non con molta forza e convinzione".
Parafrasando lo stesso Gratteri allora dovremmo dedurre che pure a sinistra ci sono anche un po’ di indagati, imputati, massoni deviati e partecipanti di centri di potere?E concludiamo col far notare che tra quelle persone “ non perbene “ secondo il suo ragionamento ci sarebbero fior fiori di giuristi da Barbera a Cassese che tutto sono meno che delinquenti.