Ioann Maksimovic

Nel mese più estivo dell’anno niente di meglio che continuare con la presentazione di santi russi. Quello odierno si chiamava Michail, era di nobile schiatta e nacque nel 1896. Dopo il diploma alla scuola militare di Poltava si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza nell'università di Char’kov e vi si laureò. Lo scoppio della rivoluzione bolscevica costrinse la sua famiglia a trasferirsi a Belgrado, dove Michail conseguì anche il dottorato in teologia. Nel 1926 prese i voti monastici col nome di Ioann e fu ordinato sacerdote. La sua vita intraprese una severa direzione ascetica, con digiuni e preghiere notturne. Insegnò nei seminari della Serbia fino al 1934, anno in cui venne fatto vescovo di Shanghai. In Cina si diede all'assistenza ai carcerati, ai malati di mente, ai bambini orfani e abbandonati. Nel 1946 fu consacrato arcivescovo. Ma era già famoso per il dono della guarigione. Tre anni dopo, la rivoluzione maoista lo costrinse ad andarsene ed egli organizzò l’evacuazione nelle Filippine di migliaia di emigrati russi. La sua cattedra episcopale nel 1951 fu spostata prima a Parigi e poi a Bruxelles. Qui l’arcivescovo Ioann divenne un «folle per Cristo», una figura ascetica molto cara al cristianesimo orientale. Cominciò ad andare a piedi nudi, anche d’inverno, e non si calzò mai più, nemmeno per celebrare la messa.

Quasi tutto il suo tempo era dedicato alla visita agli infermi negli ospedali e all’assistenza ai moribondi. Nel 1962 fu trasferito negli Usa, a San Francisco, dove morì quattro anni dopo. Sulla sua tomba ancora oggi si registrano guarigioni miracolose.

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