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Giù la maschera

Tutti a piedi!

Il piano presentato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia: un lockdown energetico

Rincari energetici e crisi internazionale, al Senato le proposte di modifica al DL Carburanti

Il grado di liberalismo di uno Stato o di un organismo sovranazionale si vede nelle crisi. Tutelare i diritti inalienabili e l'autonomia dell'individuo è facile quando le cose vanno bene. La sfida è continuare a farlo quando cominciano i guai.

Ci stavamo pensando ieri quando abbiamo letto il piano presentato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia per far fronte alla crisi del petrolio per la guerra in Medio Oriente (e questo mentre la presidente della Commissione europea è pronta a staccare la corrente ai cittadini pur di non comprare gas e petrolio dalla Russia). Comunque. Ecco le misure proposte. Trasferire i lavoratori in smart working (strano, eravamo tutti appena tornati in presenza). Vietare l'uso delle auto private nelle città o imporre i 30 all'ora (così però i consumi aumentano, non diminuiscono). Incentivare l'uso dei trasporti pubblici (magari aumentando il prezzo dei biglietti?). Targhe alterne e domeniche a piedi (come fosse il 1973). Aumentare il car sharing, l'eco-guida, l'uso di biciclette e la micromobilità elettrica (e ridagli col green). Ah: si pensa anche di limitare i voli aerei. Insomma, un lockdown energetico.

E così la ricaduta energetica del peggior trumpismo finirà col realizzare il sogno del miglior progressismo. Un po' più «città dei 15 minuti», un po' meno libertà individuali. Mancano l'identità digitale totale, la moneta elettronica e la tessera a punti per il cibo e poi siamo dentro Black Mirror.

Mah. A occhio e croce, questa volta non andrà tutto bene.

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