Iran, Sarkozy da Obama: "Ultimatum sul nucleare"

I due leader a cena: hanno parlato di Afghanistan, armamenti atomici e finanza mondiale. Stati Uniti ed Eliseo auspicano sanzioni sull'Iran

Iran, Sarkozy da Obama: 
"Ultimatum sul nucleare"

Washington - Finalmente una cena alla Casa Bianca. Dopo mesi di attesa Nicolas Sarkozy è riuscito a ottenere un invito da parte del presidente americano Barack Obama. Il viaggio a Washington del leader francese e di madame Carla non poteva avere un finale più a effetto che una cena con Michelle e Barack.

L’incontro è stato dominato dall’eleganza delle due signore e il body language dei due statisti. Dopo il colloquio nello Studio ovale dove i due hanno parlato di Afghanistan, minaccia nucleare iraniana, stabilizzazione dei mercati mondiali e nuovo ordine monetario internazionale, le signore hanno raggiunto i mariti nell’appartamento privato del presidente.

L’Eliseo ha sottolineato con fervore che è la prima volta dal suo arrivo alla Casa Bianca che la coppia Obama offre una cena privata a un politico. «Si tratta di un gesto di stima particolare che dimostra la grande importanza attribuita dal presidente americano alle relazioni con la Francia», ha spiegato un portavoce di Sarkozy. I più maligni spiegano invece come l’invito serva a mascherare il fatto che le relazioni fra Sarkozy e Obama siano in realtà fredde. Il presidente francese ha fatto di tutto per mostrarsi vicino al leader americano negli ultimi mesi. Obama, invece, non si è mai sbilanciato. Già nel 2008, durante la campagna elettorale americana, Sarkozy aveva augurato «buon fortuna a Obama; se sarà scelto come presidente la Francia ne sarà felicissima».

Dopo le elezioni, però, le relazioni fra i due capi di Stato non sono state brillanti. Nel corso della visita in Francia in occasione del 65esimo anniversario del D Day, Obama aveva snobbato un invito a cena all’Eliseo preferendo trascorrere la serata con Michelle in un romantico bistrot. Per rimediare alla scortesia, il presidente, rientrato subito a Washington, aveva lasciato a Parigi la moglie con le due figlie, poi invitate a pranzo dai Sarkozy.

Dopo questo episodio, il presidente francese ha irritato la Casa Bianca suggerendo che Obama aveva fatto un discorso ingenuo alle Nazioni Unite chiedendo di bloccare la proliferazione delle armi nucleari nel mondo. All’inizio del 2010, Sarkozy, deciso inoltre a non mandare nuovi soldati in Afghanistan nonostante le richieste americane, ha perso poi un’altra buona occasione per non infastidire la Casa Bianca già fredda nei confronti di Parigi: aveva criticato Obama perché dedicava troppo tempo alla riforma sanitaria che tra l’altro gli aveva già fatto perdere il seggio di Ted Kennedy al Senato e la poltrona di due governatori democratici in Virginia e New Jersey. Eppure, la foto ricordo con mon ami Barack sarà di grande aiuto a monsieur Sarkozy, impegnatissimo sul fronte parigino a combattere la calata di popolarità dopo la sconfitta elettorale alle regionali di metà marzo e con i sondaggi che danno il suo indice di popolarità in grande calo.

Per Obama, invece, non cambierà molto. Arriva a questo incontro rafforzato a casa e all’estero grazie alla credibilità acquisita con la recente vittoria sulla sanità. Il presidente, noto per apprezzare chi parla francamente, probabilmente non ha gradito del tutto ciò che Sarkozy aveva da dire: che il mondo non può tirare avanti come ha fatto finora. «L’economia mondiale non può continuare in questo modo - ha spiegato il francese parlando a New York alla Columbia University - la mancanza di regolamenti ucciderà il capitalismo». Ha chiesto così al leader Obama e all’America di prevenire future crisi finanziarie. «Bisogna riflettere - ha spiegato mentre la moglie Carla annuiva in prima fila - su cosa significhi essere la prima potenza al mondo».

Non proprio nella direzione della riconciliazione anche i complimenti sarcastici all’ospite sulla sua riforma sanitaria. «Se dobbiamo essere sinceri, noi europei facciamo a volte fatica a credere alle cose che si sentono dire sulla sanità negli Usa». «Scusatemi ma noi l’abbiamo risolto 50 anni fa questo problema. Il nostro sistema sanitario è a volte difficile da gestire, costa caro, ma non possiamo lasciare la gente a morire per strada».

Nella conferenza stampa seguita alla cena è proseguita la «diplomazia del cibo». Obama ha sottolineato che Sarkò «ha un palato fino», riferendosi alla sua cena con Carlà nel più noto fast food di Washington, il «Ben’s Chili Bowl». E alla fine perlomeno i leader si sono ritrovati d’accordo su «sanzioni forti all’Iran entro poche settimane».

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