Per una volta Lega e Azione usano le stesse parole per commentare il rimpastino di giunta annunciato ieri da sindaco e maggioranza dopo un parto di 6 mesi. "La montagna ha partorito il topolino" ironizzano il capogruppo del Carroccio Alessandro Verri e il calendiano Daniele Nahum. E d'altra parte Azione, che spingeva per un assessore alla Sicurezza ad hoc e puntava a entrare in giunta aveva già abbandonato il tavolo a dicembre. "Faremo la nostra parte in Consiglio ma siamo stati lungimiranti - ha commentato ieri il segretario milanese del partito di Calenda, Francesco Ascioti -. La sicurezza è un diritto fondamentale e spiace che non si sia giunti alla nomina di un assessore dedicato. Abbiamo colto con grande lungimiranza l'inconcludenza del tavolo di coalizione sul rimpasto e abbiamo fatto benissimo a lasciarlo. Il dibattito negli ultimi mesi è stato surreale e l'inconcludenza che vediamo è causata dalla debolezza dei partiti seduti al tavolo. Temo che questa politica dei veti ideologici farà soltanto perdere voti". I capigruppo del centrodestra Verri (Lega), Riccardo Truppo (FdI), Luca Bernardo (Forza Italia), Mariangela Padalino (Noi Moderati) e Manfredi Palmeri sottolineano che "in sei mesi di tentativi non sono riusciti a trovare nessuno di valido che accettasse di entrare nella squadra di Sala mettendoci la faccia e ripiegano su una soluzione interna alla lista del sindaco". Non "un rimpasto utile alla città ma solo a risolvere i fragili equilibri interni della maggioranza. Anche a sinistra hanno chiesto discontinuità e la risposta è Marco Mazzei con la delega alla Cura della città". Parlano di "tappe tragicomiche" della vicenda. E Verri sottolinea che al consigliere Marco Mazzei viene affidata la Cura della città e "l'Edilizia scolastica di cui non si è mai occupato". Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina ironizza: "Con Mazzei in giunta si rischia di tornare al calesse sulle strade di Milano, probabilmente l'unico mezzo di trasporto collettivo che concepirebbe. Parliamo di un personaggio rigidamente ideologico che, anche di fronte ai dati che certificano il fallimento delle politiche fake green portate avanti dalla giunta Sala, continua imperterrito la sua battaglia personale e politica contro i mezzi privati motorizzati, senza alcuna attenzione per lavoratori, famiglie, anziani e commercianti".
La Lista Sala comunque ne esce rafforzata. "Sono molto contento per Mazzei - commenta il capogruppo Marco Fumagalli -, premiato per la sua coerenza e le sue competenze". Quando sembrava traballare la poltrona alla Cultura di Tommaso Sacchi la civica aveva avanzato anche la proposta della consigliera Marzia Pontone. Sembrava che Scavuzzo dovesse tenere la delega all'Edilizia scolastica, politicamente utile anche in vista di una possibile campagna per le primarie, a cui ha già detto di essere pronta a candidarsi. Intanto, per ora resta sulla carta il delegato ai giovani chiesto dai Verdi: il nome sarà indicato prossimamente perchè si tratta in realtà non di una figura politica ma di una persona inserita nello staff del sindaco, un "articolo 90", verrà fatto un bando pubblico. I Verdi puntano su David Vezzoni della Cooperativa Sociale Tempo per l'Infanzia. E resta fuori dalla giunta Azione. "Tutti tranne noi hanno messo veti incrociati e alla fine hanno pagato - commenta Fumagalli -. Anche i Riformisti sono andati alle calendule greche" la battuta riferita a Calenda.
Per la segretaria dei Verdi Milano Francesca Cucchiara comunque "bene che sia stata raccolta la nostra istanza sui giovani e ci sia una figura dedicata nello staff del sindaco". La capogruppo Pd Beatrice Uguccioni ammette che "alla Sicurezza sarebbe stato auspicabile un riferimento politico diretto in giunta ma sono sicura che le tre figure autorevoli scelte vadano nella giusta direzione".