La Juve «Galactica» si gioca il jackpot: due milioni di euro

La Juve piace e si piace. Il successo contro il Real Madrid nella semifinale della Peace Cup (2-1: gol di Cannavaro e Salihamidzic) è arrivato a suggellare un inizio stagione condito da entusiasmi, prospettive rosee e acquisti illustri. E se anche Diego si è nuovamente fermato ai box per un problema muscolare, al momento la soddisfazione per quanto sta avvenendo in campo è superiore alla preoccupazione legata alle condizioni del brasiliano: il quale, però, dopo venti giorni trascorsi più in palestra che sul terreno di gioco, ha promesso che tornerà solo quando sarà al cento per cento. Inutile quindi aspettarsi di vederlo in campo stasera (ore 22, diretta La 7) contro l'Aston Villa nella finale della manifestazione: per cercare di vincerla e incassare così i due milioni destinati a chi alzerà il trofeo, Ferrara potrebbe così riproporre Giovinco trequartista, sempre che il modulo resti quello del rombo.
Per il momento è quello lo schieramento preferito, ma non l'unico: già in un'altra circostanza è stato proposto il tridente e, con il rientro di Sissoko (ancora alle prese con il recupero dalla frattura al piede sinistro), la diga davanti alla difesa formata dal maliano e da Felipe Melo potrebbe portare al varo di un centrocampo a due con tre trequartisti dietro un'unica punta. «Non mi fisso su un modulo assoluto - ha spiegato Ferrara -. Vedremo con il passare delle settimane cosa sarà meglio per noi: al di là dei numeri che tanto piacciono a qualcuno, in campo le differenze sono minime. Intanto costruiamoci una mentalità vincente: io, per esempio, già stavo male dopo i due pareggi consecutivi contro Nancy e Vicenza. In questo, battere il Real è servito e servirà a molto: i ragazzi erano molto carichi, non potevo chiedere nulla di più».
Carichi e vogliosi, come magari non tutti erano stati l'anno passato con Ranieri: Camoranesi, tanto per citarne uno, è parso un altro giocatore, di nuovo vicino a quello «vero» dei tempi mondiali. La nuova Juve, insomma, fa sul serio: tracima voglia e grinta, si dimostra quadrata dentro e fuori dal campo. «Siamo stati più squadra del Real Madrid - ha spiegato un raggiante Cannavaro -. Loro sono sempre stati così, anche quando c'ero io: nelle partite difficili, si affidano spesso alle giocate dei singoli». Vietato farlo, alla Juve. Dove vige il tutti per uno, uno per tutti: «I Galacticos siamo ancora noi!», annunciava ieri, trionfante, il sito bianconero ricordando il doppio successo contro il Real della passata stagione. «Di vittorie come questa non si è mai abbastanza sazi - ha ammesso capitan Del Piero -. Siamo sulla buona strada ma, pur avendo dimostrato di poter giocare ad alti livelli contro chiunque, non abbiamo ancora fatto nulla». È chiaro che arriveranno anche i tempi di magra e i malumori: se però le spalle saranno larghe, potranno essere gestiti con più facilità rispetto al recente passato. La conferma la potrà dare - magari in tempi brevi - David Trezeguet: rimasto in panchina per tutta la durata del match contro il Real e un paio di giorni prima pungente nei confronti del direttore sportivo Secco e della dirigenza, il francese si è già detto «leggermente dolorante» a un ginocchio alla vigilia delle partite contro Nancy e Siviglia. Se si tratti di malesseri veri o di un inizio di guerra fredda, lo si scoprirà presto. Quando anche la grana legata a Poulsen dovrà trovare una soluzione: il danese, «colpevole» di non volere accettare alcun trasferimento, è stato lasciato a Torino ad allenarsi e a meditare sul fatto che, per dirla con Secco, «non rientra nei nostri piani». Peccato che dodici mesi fa gli si sia fatto firmare un contratto di tre milioni di euro a stagione fino al 2012.

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