Kit per fingersi vergine e in Egitto è polemica

Un kit per simulare la verginità, un prodotto cinese che sta spopolando nei paesi arabi per aggirare i vincoli religiosi. Abdul Mouti Bayoumi, un religioso egiziano, ha chiesto la pena di morte per chi decida di importare o usare il sex toy

Kit per fingersi vergine 
e in Egitto è polemica

Londra - Un kit per simulare la verginità, e aggirare così i vincoli delle società e religioni più conservatrici. Se l’è inventato una ditta cinese ed è distribuito dall’emporio online di giochi per adulti Gigimo: l’"imene artificiale per la verginità" costa circa 15 dollari (poco più di dieci euro) e, inserito nella vagina, se stimolato rilascia un liquido rossastro che assomiglia alla perdita di sangue provocata dalla rottura dell’imene nella deflorazione. Ora la Bbc ha dato notizia della fatwa di un religioso egiziano, Abdul Mouti Bayoumi, che ha chiesto la pena di morte per chi decida di importare o usare il sex toy. Secondo la guida spirituale, studioso della prestigiosa università al-Azhar, utilizzare questo prodotto equivale a diffondere "il vizio nella società".

Spopola in Medioriente
In altre parole, l’imene artificiale metterebbe a rischio ogni "deterrente morale alla fornicazione" che Bayoumi descrive come "un crimine e uno dei peccati capitali dell’Islam". Il religioso non combatte da solo la sua guerra, visto che diversi parlamentari egiziani hanno già chiesto il divieto per l’importazione. Sembra del resto che il giocattolo stia diventando molto diffuso in diversi paesi del Medio Oriente, perché permette alle donne di sembrare vergini alla prima notte di nozze e sconfiggere così il tabù arabo/musulmano del sesso pre-matrimoniale. L’oggetto in questione viene visto d’altronde come un’alternativa semplice e a basso costo alla chirurgia per la riparazione dell’imene, che in Egitto è fuorilegge ma viene praticata dalle donne in gran segreto nel timore di essere punite - anche violentemente - per la loro condotta "immorale".

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