L’arbitro razzista

Per carità, sapevo che arbitri che cacciano due giocatori dell’Inter a San Siro dopo quattro falli totali e dopo dieci minuti capitano una volta ogni trent’anni (e che quella volta lì ovviamente ci gioca la squadra che il «palazzo» non vuole in Champions). Però proprio un arbitro razzista dovevano mandare a noi? Perché come si può definire altrimenti uno che fa di tutto per farti insultare Balotelli dall’inizio alla fine? Naturalmente consentendogli di fare tutto ciò che vuole. Di fronte a simulazioni, falli, proteste e provocazioni mai un cartellino (non ne pretendo due dopo due episodi) se non al 92° quando è escluso ogni «rischio». Allora o sbianchiamo Balotelli stile Michael Jackson così possiamo gridargli di tutto senza rischiare squalifiche, oppure gli arbitri devono essere autorizzati a cacciarlo fuori come un qualsiasi calciatore bianco. Sennò sorge il dubbio che quando l’«abbronzatino» Lucio pianta un gomito sul naso di Moretti senza guardare il pallone e non viene neppure sgridato, magari l’arbitro possa essere condizionato dal «colore». E siccome è escluso che sia condizionato da quello delle maglie... Che roba, incredibile. Riesco a far polemica pure dopo una simile giornata di soddisfazioni! Al di là del super Genoa, come dimenticare la nascita del figlio di Ilaria D’Amico di cui Massimo Mauro ci ha reso edotti in diretta smettendo (purtroppo per poco) di commentare la partita? E come sorvolare sul ritorno di Cassano? Iniziavo a essere preoccupato in vista del derby. Pare invece che finalmente le scorte di Nutella siano di nuovo finite. E viste le prime giocate credo anche di sapere dove.
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