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L’Nba scopre la mano calda di Belinelli

Chris Mullin, due ori olimpici con la nazionale Usa di basket, oggi vicepresidente della squadra Nba di Golden State, lo fotografa così: «Può segnare da fuori anche tutta la notte». Lui, Marco Belinelli, 21enne bolognese da San Giovanni in Persiceto, finge di non sentire e tira. Bene, per ora. Scelto da Golden State al numero 18 dell’ultimo draft, l’ormai ex-golden boy della Fortitudo ha debuttato ieri notte con la sua nuova squadra nella Summer League, la lega estiva organizzata per testare e scremare giocatori in vista della stagione dei professionisti. Era arrivato a Las Vegas solo giovedì, dopo 20 ore di volo, ma il jet-lag lo ha fatto sentire agli avversari di New Orleans, segnando 37 punti - uno in meno del record di questa lega - e giocando l’intera partita (vinta), con 14 su 20 dal campo e 5 «bombe» da 3, che nella Nba si tirano da distanza maggiore rispetto all’Europa. È solo la lega estiva, piovono lodi che il tempo verificherà («giocatore sensazionale», dice Don Nelson, coach dei Warriors), sullo sfondo c’è Andrea Bargnani che - in altro ruolo, con l’onore e l’onere della scelta n. 1 nel 2006 - stupì al primo match di Summer League con Toronto, deluse al primo di campionato, finì come 2° miglior debuttante Nba. «È stata una partita diversa rispetto a quelle che sono abituato a giocare», ha detto Belinelli, «non c’è stata molta difesa. Il sistema della squadra mi piace.

Adoro giocare a ritmi elevati, posso passare e prendere rimbalzi». Prossimo test stanotte contro Philadelphia. Intanto anche Stefano Mancinelli tenta la via Nba con Portland. Contro Boston è partito in quintetto e ha segnato 2 punti. \

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