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L’omicidio degli italiani è stata un’esecuzione

Sono diventate due le vittime della folle sparatoria avvenuta l’altro ieri in un bar di Hannover, dopo una ridicola lite su quale squadra avesse vinto piu Coppe del mondo. Dopo Franco Siccu, pizzaiolo di 47 anni, sardo emigrato in Germania vent’anni fa nella notte è morto pure il suo amico e collega, anche lui italiano al quale il «giustiziere» tedesco aveva sparato un colpo di pistola in testa. Si chiamava Giuseppe Longhitano, 49 anni, origini siciliane, partito da Bronte 24 anni or sono. Dell’assassino, subito identificato dalla polizia, ancora nessuna traccia.
«È stata una vera esecuzione- racconta un testimone-. Tremendo, quell’uomo, tornato nel bar un’ora dopo la discussione, ha sparato prima a Longhitano. L’altro italiano gli si è inginocchiato davanti pregandolo di non premere il grilletto, ma invano: quello gli ha sparato alla testa senza pietà».
Questa tragedia è successa per una stupidata di un pazzo. Non si ammazza la gente così, a sangue freddo...», dice ora in lacrime il cognato di Longhitano.
«Pippo era mio cognato- prosegue il parente-, era sposato con mia sorella, lavorava in questo ristorante da quando l’abbiamo aperto, a febbraio del 2008, quindi da due anni e qualche mese», ha spiegato. «Noi siamo in Germania dall’inizio degli anni Sessanta e lui era qui da oltre una ventina d’anni . Era sposato e aveva due figli grandi, uno di 20 anni e l’altro di quasi 19, che vivono ad Hannover e anche la moglie vive qui».
Una fine senza senso e per questo ancor più difficile da accettare. «Sono choccato - aggiunge il cognato -. Morire per una stupidata di queste...». «Come hanno detto i testimoni, non è che c’è stata una discussione o che cosa - ha proseguito -. Si è soltanto parlato un poco del pallone, del fatto che l’Italia ha quattro stelle, la Germania tre. Questa era la discussione, una discussione futile» sulle coppe mondiali delle rispettive nazionali di calcio».
Il ristorante Mamma Raffaele si trova in un quartiere di Hannover a circa tre chilometri dal bar Columbus, dove è avvenuto il duplice omicidio. «Negli anni passati, nel quartiere a luci rosse ci sono stati degli episodi di violenza - ha concluso -, ma ultimamente la situazione era tenuta sotto controllo».
A quanto sembra sia l’assassino che le vittime avevano alzato il gomito nelle ore precedenti, un particolare che potrebbe spiegare almeno in parte l’esplosione di violenza.
L’omicida, un 42enne tedesco disoccupato, è ancora in fuga e la polizia tedesca, per favorire le ricerche, ha diffuso le foto tratte dal video di una telecamera di sorveglianza che lo hanno ripreso prima del duplice omicidio mentre ritirava denaro da un bancomat.
Dopo essere rientrato nel bar Columbus ha sfidato i due italiani, loro orobabilmente hanno pensato che volesse «solo» fare a botte. Il primo ad alzarsi è stato Longhitano ed è a questo punto che il folle ha estratto l’arma mirando alla testa.

Poi a ha fatto fuoco su Siccu, uccidendolo sul colpo.
Il ricercato è alto circa un metro e 80, e al momento della fuga indossava un cappello con visiera, una t-shirt con la scritta «College» e un paio di pantaloncini neri.

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