L’Udc diventa Partito della nazione e cancella lo scudo crociato

L’Udc diventa Partito della nazione e cancella lo scudo crociato

Parlavano di «nuovi arrivi» nell’Udc, di bipartitismo e bipolarismo fallito, di «progetto nuovo». E hanno buttato lì che «lo scudo crociato potrebbe lasciare il simbolo dell’Udc che diventerà Partito della nazione». E che gli aggettivi cristiano e cattolico non li usano più perché «possono irritare qualcuno» e perché «in fondo nel partito ci sono già i liberali di Ferdinando Adornato». Di più, che il «decalogo», intendendo con ciò i Dieci comandamenti, in fondo è solo l’insieme «dei valori della morale naturale, che sta a monte del Cristianesimo e che tutti condividono». E che «è stato un errore storico fare la Democrazia cristiana perché in nome del Cristianesimo abbiamo visto fare molte brutte cose. Era meglio continuare a chiamarsi Partito popolare». Parole pronunciate non da un iscritto qualsiasi, ma da Vincenzo Lorenzelli, presidente della costituente nazionale del partito di Pierferdinando Casini, alla presenza di Rosario Monteleone, coordinatore ligure. L’appuntamento era per presentare nuovi arrivi nel partito. Dal deputato ex Pdl Gabriella Mondello e dal coordinatore provinciale genovese Pdl Giovanni Boitano, agli ex consiglieri comunali e municipali del Pd genovese Gian Lorenzo Bruni, Umberto Lo Grasso, Marco Bulgarelli e Francesco Munizzi. Inevitabile, visti i nuovi scenari cui sembra guardare un partito che finora ha cercato in tutti i modi di presentarsi come espressione del centrismo cattolico, portando in tribunale (e perdendo) la battaglia per fregiarsi dello stemma storico della Dc, concentrarsi sulla collocazione dell’Udc. Ed è in questa occasione che Vincenzo Lorenzelli rispolvera un’immagine più «morale» possibile: «Saremo come una brava ragazza che aspetta l’uomo che le farà da marito, uno e uno solo. Se non arriva, preferirà rimanere zitella». In effetti non ha detto «pura e immacolata».

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