L’Udc vuole discontinuità. Poi dirà con cosa

L’Udc vuole discontinuità. Poi dirà con cosa

L’Udc ha «ribadito la necessità di una forte discontinuità». Lo afferma il partito dei centristi di Casini in un comunicato emesso al termine di un incontro con lo stesso leader, il segretario nazionale Lorenzo Cesa, il segretario regionale Rosario Monteleone, la deputata ligure Gabriella Mondello e il coordinatore provinciale genovese Giovanni Boitano. Un incontro per pianificare il futuro dell’Udc anche in vista delle prossime regionali, per capire quale strada prendere per far coincidere le idee degli elettori con le scelte volute dai dirigenti.
E la parte pregnante del comunicato, espressa anche nel titolo, è tutta in quella «necessità di forte discontinuità». Peccato che poi non si dica con cosa. Il messaggio resta sibillino, interpretabile. Discontinuità con un passato fatto di una ex alleanza con il centro destra a livello nazionale? Discontinuità con un presente (soprattutto a livello regionale) da stampella del centrosinistra? O discontinuità con l’isolamento, con l’equidistanza rivendicata in questi mesi di opposizione parlamentare? La risposta è comunque sì, serve discontinuità, c’è tempo per decidere con cosa.
L’onorevole Gabriella Mondello, che al vertice ha preso parte, conferma tutto, cioè che non ci sono state decisioni di alcun tipo. «Non abbiamo ancora scelto come schierarci - ribadisce - Chi va dicendo che l’accordo con noi è fatto non dice il vero. Non abbiamo fatto patti con il centrosinistra né con il centrodestra. E non abbiamo neppure escluso di poter andare da soli. Di certo non siamo disponibili ad essere solo corteggiati perché i nostri voti sono decisivi. Vogliamo essere embrione di un nuovo progetto politico». D’accordo, ma il grande centro, almeno in Liguria, resterà comunque utopia. Né centrodestra né centrosinistra avrebbero convenienza a rinunciare agli alleati per fare posto all’Udc. «In effetti è emerso che la Liguria è una Regione molto particolare - conferma Mondello - Comunque ora dobbiamo prepararci all’assemblea programmatica del 24 ottobre e poi agli stati generali liguri che il partito terrà in novembre».
È probabile, ma non certo, che l’Udc possa a fine novembre sciogliere le riserve. Finché ci sarà tempo utile, il partito potrebbe aspettare per decidere l’oggetto della necessaria «discontinuità». Sul cui significato è invece deciso Rosario Monteleone. «Chiediamo discontinuità, anzi meglio vogliamo novità rispetto al rischio di una campagna elettorale che finisca per riproporre solo l’attenzione sul dualismo Biasotti/Burlando - precisa il segretario regionale - Se sarà così, saremo pronti ad andare da soli. Noi chiediamo invece di rimettere al centro la politica con la “P” maiuscola, quella fatta di nuove idee. Che per noi sono pochi, decisivi punti su sanità, formazione, scuola, famiglia, rilancio economico».
Insomma discontinuità con la Liguria di oggi? Con la Liguria di Burlando? Forse.