L’ultima volta con i Pooh

ADDIO Stefano D’Orazio ha annunciato il ritiro al termine di questo ultimo tour

L’ultima volta con i Pooh

Non sarà un concerto come gli altri. Su questo sono tutti convinti. A cominciare da loro, i Pooh. I «fab-four» nostrani saliranno sabato sera sul palco del Palalottomatica per la tappa romana dell’ultimo loro tour «Ancora una notte insieme». Non sarà un concerto come gli altri, dicevamo, perché il pubblico è consapevole di assistere a un avvenimento più unico che raro: il saluto della band più popolare e longeva della musica italiana. Ed è ovvio che molte delle date in calendario siano andate subito «sold out». «Il pubblico - racconta Red Canzian - continua a stupirci con il calore e l’affetto con cui ci accolgono. Devo tornare con la memoria agli anni Ottanta per ricordarmi di scene del genere». Partito sabato scorso da Trieste il tour vede per l’ultima volta insieme i Pooh. Il batterista Stefano D’Orazio ha infatti deciso di lasciare il gruppo e il tour è stato organizzato proprio per dare la possibilità a fan e pubblico di apprezzare ancora una volta l’energia e la vitalità del gruppo composto, oltre che da Canzian e D’Orazio, da Dodi Battaglia e Roby Facchinetti. «La parte primaverile del tour è stata un bagno di emozioni forti ogni sera – ricorda Canzian -. Abbiamo ritrovato amici che non vedevamo da anni. Questa seconda parte, invece, sarà sicuramente più difficile perché il momento dell’ultimo concerto (il 30 settembre a Milano, ndr) si avvicina ogni giorno di più». Anticipato dall’omonimo brano inedito, l’album Ancora una notte insieme ha raggiunto il disco di platino grazie alle oltre 70mila copie vendute. Un ultimo trionfo che si va ad aggiungere a una carriera quasi quarantennale durante la quale i Pooh hanno venduto oltre 25 milioni di album e 23 milioni di singoli. Ed è proprio la vastità del catalogo uno degli scogli in cui si imbattono i quattro musicisti in questi giorni (gli altri li abbiamo già citati: sono le emozioni forti e la malinconia per una stagione destinata a chiudersi irrimediabilmente). «Suoniamo tre ore ogni sera. Il nostro bis dura oltre 40 minuti - aggiunge Canzian -. Eppure scegliere la scaletta è sempre un problema. Alla fine di tutto, dopo aver proposto una quarantina di canzoni, ci rimane sempre il dubbio di aver lasciato fuori qualche perla attesa dal pubblico». Una cosa non è cambiata in tutti questi anni per il gruppo di Piccola Ketty e Noi due nel mondo e nell’anima: l’energia da mettere al servizio della show. Niente riti preparatori o abitudini scaramantiche in vista di un concerto. «Prima di salire sul palco stiamo solo attenti a quello che mangiamo. In fin dei conti siamo anomali anche per le nostre virtù - prova a scherzare il musicista trevigiano -. Non beviamo, non fumiamo. Io sono persino diventato vegano!» Ora devono «somatizzare» il brusco cambiamento. Inutile chiedere loro di programmi futuri. «Non sappiamo cosa faremo». «Dobbiamo ancora riprenderci dalla botta. E poi questi ultimi concerti sono veramente speciali sul piano emotivo. Rimasterizzare le nostre canzoni? I nostri dischi non sono mai andati fuori catalogo. È ancora presto» chiosa Canzian.

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