Le lacerazioni di una famiglia sul terreno scivoloso dell’eredità

L’ultimo atto giudiziario della querelle che coinvolge la dynasty torinese porta la data del 23 luglio, quando il tribunale civile di Torino ha respinto le istanze avanzate da Margherita de Pahlen nella causa intentata sull’eredità del padre, Gianni Agnelli. Il tribunale ha fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni per il prossimo 12 novembre. Con l’ordinanza depositata dal giudice sono stati dichiarati inammissibili tutti i 48 capitoli di prova presentati da Margherita. In pratica sono state respinte tutte le istanze di esibizione di documenti proposte dalla figlia dell’Avvocato, tra cui quella dei conti di 15 banche italiane ed estere, ritenuti collegati alla successione. Margherita aveva anche chiesto al giudice che i tre uomini di fiducia del padre, ovvero Gianluigi Gabetti (attuale presidente d’onore di Exor e a capo dell’accomandita), Franzo Grande Stevens (l’avvocato dell’Avvocato) e Siegfried Maron, mostrassero l’elenco delle donazioni, gratuite e onerose, eventualmente fatte da Agnelli a favore della moglie Marella, cioè sua madre. Un colpo non indifferente per i legali (nei giorni precedenti l’udienza Margherita aveva improvvisamente cambiato il collegio, rinunciando a Girolamo Abbatescianni e allo svizzero Charles Poncet) e i consulenti messi in campo dalla donna.
Gli ingredienti della querelle sull’eredità Agnelli hanno catturato, fin dal suo inizio, la stampa internazionale, che si è subito appassionata a una battaglia legale con al centro solidi legami familiari, quelli di una donna (Margherita) che fa causa alla madre (Marella). A titolare per primo sulla vicenda era stato il Wall Street Journal, nel 2007.
La vicenda. Il 18 febbraio 2004 Margherita Agnelli de Pahlen e Marella Caracciolo Agnelli raggiungono l’accordo sull’eredità dell’Avvocato con patto «segreto» che viene siglato in Svizzera. A un anno dalla morte di Agnelli, avvenuta il 24 gennaio 2003, e dopo un confronto durato più di 10 mesi, alla figlia Margherita va la parte preponderante del patrimonio di famiglia, cioè le varie residenze, oltre a società off-shore, titoli azionari e la collezione di quadri e oggetti d’arte.
Nel giugno 2007 si apre un nuovo capitolo, con la causa che Margherita avvia contro la madre, Gabetti, Franzo Grande Stevens e Maron «in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale dell’Avvocato». Con il procedimento la donna chiede che vengano annullati gli accordi raggiunti in Svizzera nel 2004, in seguito alla scoperta dell’esistenza di un patrimonio del padre sfuggito alla divisione ereditaria. «L’azione - precisano in una nota i legali di Margherita - viene intentata con l’unico fine di ottenere un chiaro e completo rendiconto di tutti i beni che compongono l’asse ereditario e sono oggetto di successione».
Sembra che a innescare la lite sia stata la scoperta, da parte di Margherita, di un protocollo, il summary assels nel quale emergevano nuovi capitali depositati in societa all’estero. L’obiettivo perseguito dalla figlia dell’Avvocato è di «tutelare tutti gli eredi» Agnelli. Margherita, secondogenita dell’Avvocato, classe ’55, ha otto figli. Tre sono nati dal primo matrimonio con Alain Elkann: John, vicepresidente della Fiat e attuale numero uno di Exor, Lapo e Ginevra. Gli altri cinque provengono dalle seconde nozze con Serge de Pahlen, nobiluomo francese di origini russe: Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana. La risposta che arriva dall’altra parte della barricata è che Margherita ha scelto di uscire «in maniera definitiva dall’azionariato della società nel 2004».
Margherita sospetta, insomma, che sia stato siglato un patto tra il padre, Gabetti e Grande Stevens per mantenere celata una parte dell’eredità e chiede l’annullamento del patto del 2004.

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