Come si diventa assassini? Che caratteristiche ideali bisogna avere per essere bravi nell'arte di uccidere? Ci vuole un esclusivo talento o si può anche seguire un percorso di follia? Si può essere professionisti al servizio della macchina del crimine o si può essere padri di famiglia che reagiscono alle violenze subite? Si può essere manager che devono semplicemente fare tagli aziendali con l'uso delle armi. Si può essere psicopatici incurabili. Si può essere re stregati dalla magia come Macbeth per compiere massacri.
L'arte dell'omicidio è da sempre al centro della narrativa noir di Jo Nesbo, che dell'omicidio ha raccontato il piacere, la necessità, la casualità e persino l'arte. E la condizione di assassino è al centro anche del suo più recente romanzo, L'ombra del lupo, ambientato in una spettrale Minneapolis nel 2016 alla vigilia delle elezioni presidenziali. A cercare di capire le ragioni di un misterioso killer battezzato "Lobo" è Bob Oz, un detective il cui passato è stato segnato dolorosamente dall'alcol e dalle donne. Deve comprendere come e perché sia stato ammazzato un mercante d'armi legato alle gang di quartiere. Molti indizi lo porterebbero a sospettare che l'assassino sia Thomas Gonez. Oz deve capire se ciò sia vero e quali siano le attitudini omicide di una persona che non sembrerebbe in apparenza un killer. La ferocia di "Lobo" così come la sua efficienza di esecutore lo ha reso una leggenda fin dagli anni Novanta. E solo un lupo solitario e fuori dal branco può avere compiuto un gesto così estremo e preciso.
Fedele ai canoni del noir più classico Nesbo riesce a reinventarne quegli schemi in un romanzo in cui il Male può essere affrontato da un personaggio tormentato e solo. Un lupo solitario come l'assassino a cui dà la caccia. Perché per tutta la storia i due giocano al gatto e il topo; ma sembrano avere molto in comune. Accantonato per un po' il personaggio di Harry Hole, Nesbo dimostra come gli schemi di un certo tipo di narrativa non invecchiano. E poco importa se si ripetono perché funzionano e permettono di adattarsi sia al passato che al presente. Nesbo - nato come giocatore di calcio - affronta la partita con il fiato e l'energia giusta, rendendo complici i lettori nella sua partita letteraria. E sceglie di giocarla su un terreno pieno di contraddizioni come quello americano. Temi come quello della giustizia e della vendetta si intrecciano in una storia che affronta anche il problema della violenza scatenata dall'uso quotidiano delle armi in America. Un luogo acceso dai continui conflitti razziali. Il titolo originale, Minnesota, sottolinea ancora di più la visione territoriale e il fatto che il protagonista sia di origine norvegese lo porta ad avere uno sguardo lucido sui problemi sociali irrisolvibili in un Paese che vive il culto della violenza.
L'omicidio che è al centro delle indagini avviene durante un evento della National Rifle Association e spesso il protagonista Bob Oz sembra comportarsi non diversamente dal suo avversario. E alcuni degli eventi narrati propongono una fotografia allucinata del crollo del sogno americano.