Latina, cinque vittime per un’inversione sbagliata

LatinaUna carneficina, una strage sotto il sole di agosto, uno scontro e in un attimo quattro ragazzi di 20 anni e un uomo di 67 hanno perso la vita.
Ieri pomeriggio, qualche minuto prima delle 14, il chilometro zero della strada Domiziana, al confine tra la provincia di Latina e quella di Caserta è diventata una striscia di sangue. Un orrore per i soccorritori che si sono trovati davanti i cadaveri di quattro ragazzi, ventenni o poco più, e quello di un uomo di 67 anni.
Unico sopravvissuto alla tragedia un 40enne, trasferito all’ospedale di Formia, in provincia di Latina con un codice rosso. Francesco Grimaldi, 26 anni, Arturo Rizzi, 23 anni, Francesco De Meo, 20 anni, Christian Coda, 27 anni, tutti di Formia, e Angelo Testa, 67 anni di Napoli le ennesime vittime di un’estate che non si sta risparmiando sulle strade.
Dai primi rilievi sembrerebbe che i ragazzi, a bordo di una Ford Fiesta, si sarebbero immessi sulla Domiziana da una traversa laterale. Potrebbero non aver calcolato bene le distanze, a quel punto la Brava li avrebbe presi sulla fiancata. Una carambola sull’asfalto, il guard rail che si trasforma in un trampolino micidiale e sbalza la Ford fuori strada.
Questa di massima la ricostruzione, ma bisognerà attendere gli ulteriori esami della Polizia stradale di Caserta per ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente. Ieri è stato uno dei momenti più terribili mai visti sulla Domiziana che pure di vittime ne ha contate tante al punto da spingere, nell’immediatezza dell’accaduto, Padre Antonio Rungi, teologo passionista, che vive a Mondragone (Caserta) in un convento che affaccia proprio sulla Domiziana, a lanciare un grido di allarme.
«Gli incidenti, purtroppo, non si contano più – ha dichiarato - sono trent’anni che chiediamo la realizzazione di una bretella interna che possa alleggerire il traffico sulla Domiziana». I controlli delle forze dell’ordine sono costanti, ma basta una piccola distrazione e l’arteria si rivela in tutta la sua inadeguatezza. Certo, quando si arriva a ridosso di Ferragosto non c’è carreggiata o appello alla prudenza che serva: i numeri dicono che l’estate 2009 è meno tragica di quelle che l’hanno preceduta - a fronte dei 21 morti di questo fine settimana il 2008 ne registrava 43, praticamente il doppio, ma rimane pur sempre una tragedia continua che va in scena proprio nel momento più gioioso dell’anno, rimangono numeri di sangue che non hanno fine.
Come ieri, quando a due ore dalla tragedia della Domiziana, in un’altra località turistica, ad Anzio, sul litorale romano, un 38enne di Roma ha perso il controllo dello scooterone, ed è andato a finire contro un tir. Inutile ogni tentativo di soccorso.

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