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Laura Davis vuola la Luna nella squadra europea alla Solheim

Mancano ormai meno di due settimane all'ufficializzazione delle squadre di Solheim Cup e c'è da scommettere che Laura Davies, la quarantacinquenne inimitabile campionessa inglese, saprà calare tutti i suoi assi per far parte del team europeo. C'è da scommetterci davvero, innanzi tutto perché è dal 1990 che non buca l'appuntamento con la manifestazione e poi perché lei stessa - anche se non lo ammetterà mai - probabilmente ha già puntato on line sulla sua convocazione.
Proprio il "gambling" è infatti la vera passione di questa bionda signora, la quale, a buche concluse, si trastulla a trascorrere i pomeriggi incollata al computer, alla ricerca delle migliori quotazioni sportive.
«Per il British Open - ci ha raccontato a Castillon, dove era impegnata nell'Open di Spagna- ho puntato cento sterline su Steve Stricker: lo davano a 33 e mi era sembrato un buon affare. Le cose poi sono andate come tutti sappiamo».
Scommetteresti sulla convocazione di Diana Luna in Solheim Cup?
«È davvero un'ottima giocatrice. Spero con tutto il cuore che faccia parte della squadra europea: è una vincente e noi abbiamo bisogno di giocatrici così. D'altronde, conquistare il punto del singolo della domenica è come vincere un torneo del tour: si gioca con la stessa pressione addosso. E visto che lei ha appena vinto ben due open... ».
Perché la Solheim Cup è così importante per voi giocatrici?
«Io ne ho giocate dieci edizioni e non ne ho ancora abbastanza! È qualcosa di magico: stare insieme con le tue amiche e battere le americane è davvero formidabile!».
Quale è la qualità che un team deve possedere per essere vincente?
«Proprio il fatto di essere una squadra. Non deve esserci posto per le individualità: bisogna essere una sorta di tutti per uno e uno per tutti: solo in questo modo si riesce a giocare con meno pressione addosso».
Due anni fa avete perso in Svezia. Che cosa è andato storto?
«La verità è che ci hanno letteralmente dominato nei singoli. D'altronde la loro classifica mondiale era e tuttora è di gran lunga migliore della nostra: per vincere potevamo solo fare del nostro meglio e in più sperare in un aiutino da parte loro. E purtroppo questo non c'è stato».
Se Diana Luna fosse convocata nel team europeo, che consiglio avresti per lei?
«Let the partner hit the first shot: lascia che sia la tua compagna di doppio a tirare il primo colpo! È davvero terribile! Personalmente, in tutta la mia carriera, non ho mai giocato il drive della buca uno: ho sempre lasciato che lo facesse la mia socia e, in fondo, è andata bene così!».

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