Infermieri nel caos, turni massacranti: ecco quanti ne mancano

Soltanto nella Campania mancherebbero oltre 5000 infermieri, un numero spaventoso che mette in ginocchio la sanità della più grande regione del Mezzogiorno

 Infermieri nel caos, turni massacranti: ecco quanti ne mancano

La situazione fra i reparti ospedalieri di Napoli sembra essere diventata ormai insostenibile. L’appello è stato lanciato recentemente da Teresa Rea, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli. Ha messo tutte le sue sensazioni nero su bianco in una lunga lettera indirizzata al presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca. Nella missiva la donna non usa mezzi termini per descrivere la situazione, informando il presidente anche della morte di un collega, suicidatosi poco tempo fa per il troppo stress accumulato negli anni a causa dei turni massacranti.

Il suicidio di un giovane infermiere

L'estremo gesto del giovane infermiere, ma anche le tantissime lamentele e segnalazioni che sono arrivate all’Ordine nel corso del tempo, hanno convinto l'organizzazione ad aprire uno sportello dedicato ai problemi psicologici che potrebbero sopravvenire per il troppo lavoro. I numeri della sanità campana - che rispecchiano un po’ anche quelli della sanità nazionale, martoriata dalla pandemia - confermano un quadro molto allarmante. Mancherebbero al sistema sanitario campano circa cinquemila infermieri.

L’ultima settimana è stata particolarmente critica per il sistema sanitario della Campania, dopo che la classica influenza stagionale ha messo knock out medici, infermieri e operatori del mondo della sanità, mettendola - almeno per il momento - in ginocchio.

Il duro sfogo della presidente dell'Ordine

"C’è una carenza d’organico ovunque, ma qui in Campania la situazione è peggiore — ha detto Teresa Rea nella sua lunga lettera —. Per decenni siamo stati bloccati dal commissariamento e quando poi si erano sbloccati i concorsi per il reclutamento di nuovo personale è arrivata la pandemia. E questa mancanza si sente. Ogni infermiere dovrebbe, per non mettere a rischio la sicurezza del paziente, occuparsi di 6 persone; oggi, invece, in Campania ogni infermiere segue 16 pazienti, quasi il triplo. Per questo reclamiamo attenzione dalle istituzioni politiche, perché devono permetterci di esprimere le nostre competenze e invece, nella nostra regione, ci scontriamo con un’organizzazione obsoleta e inadeguata che ci sottovaluta". Ma a spingere la presidente dell’Ordine a scrivere a De Luca è stato proprio il suicidio del collega dipendente del policlinico: "Il lavoro che noi svolgiamo — ha concluso — è altamente usurante".

Tuttavia "non c’è traccia di valorizzazione professionale e di carriera. Tantomeno di gratifiche economiche. E allora devo dire che la misura è colma. I colleghi sono stufi delle pacche sulle spalle, degli 'angeli' e degli 'eroi'".

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