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Permesso elettorale: cos'è, come richiederlo e come viene retribuito

Tutto quello che c’è da sapere per i lavoratori impegnati ai seggi

Permesso elettorale: cos'è, come richiederlo e come viene retribuito
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Manca poco al referendum del prossimo 22 e 23 marzo, e come per ogni tornata elettorale saranno tanti i lavoratori impegnati come presidenti di seggio, scrutatori o rappresentanti di lista. La normativa vigente prevede, per questi cittadini, un permesso (o meglio dire “assenza giustificata dal lavoro”) volto a tutelarne i diritti mentre svolgono una funzione essenziale per lo svolgimento delle votazioni, ma è fondamentale conoscere i documenti da presentare per non avere brutte sorprese in busta paga.

Quindi meglio informarsi bene leggendo il proprio contratto di riferimento o informandosi con le proprie risorse umane. Ma vediamo in linea generale di cosa si tratta, come richiederlo e come viene trattato in busta paga.

Cos’è il permesso elettorale e chi ne ha diritto

Secondo quanto previsto dalla Legge 21 marzo 1990, n. 53 (art. 11), integrata dalla Legge 29 gennaio 1992, n. 69, il permesso è un istituto che garantisce, ai lavoratori pubblici e privati che espletano funzioni utili allo svolgimento delle elezioni, il diritto ad assentarsi dal lavoro per la durata delle operazioni di vito, prevedendo riposi compensativi e forme di permesso retribuito. La legge, infatti, parla di “specifiche quote retributive, in aggiunta alla ordinaria retribuzione mensile” o appositi “riposi compensativi”, che vadano a coprire i “giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali”.

Ad averne diritto, dunque, sono tutti i lavoratori dipendenti o assimilati pubblici e privati (salvo diverse indicazioni da verificare sul proprio contratto o chiedendo alle proprie risorse umane).

Come si richiede e cosa fare

Il lavoratore chiamato al ruolo di presidente o scrutatore, così come anche i rappresentanti, una volta ottenuta la convocazione ufficiale è tenuto ad informare con preavviso il proprio datore di lavoro per la predisposizione dell’apposito giustificativo oltre che, in relazione alle specifiche contrattuali, per ottenere il riposo compensativo o la retribuzione aggiuntiva. Al termine delle operazioni di voto e di spoglio, è obbligatorio farsi rilasciare dal Presidente di seggio il certificato firmato e timbrato che attesti le giornate di presenza e l’orario di chiusura dello scrutinio; quest’ultimo dettaglio è importante perché se dal certificato si evince che le attività sono state concluse dopo la mezzanotte protraendosi a lungo, al lavoratore spetta di diritto un’ulteriore giornata di permesso elettorale, cioè anche il giorno in cui il seggio ha effettivamente chiuso. Difatti, al lavoratore spettano tante giornate di riposo quante sono quelle non godute per lo svolgimento delle attività elettorali; pertanto, i giorni passati al seggio che coincidono con giorni non lavorativi vengono recuperati subito dopo.

Cosa succede in busta paga

La risposta è

nulla: al lavoratore impegnato nella tornata elettorale per le giornate di assenza dal lavoro non è prevista alcuna perdita di stipendio di riduzione di ferie o permessi; pertanto, avrà diritto alla normale retribuzione.

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