La «lectio» di Bagnasco

Oltre 500 persone ieri, nel Palazzo della Borsa, alla Lectio magistralis del Cardinale Bagnasco sull'ultima enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate. Organizzatori dell'evento la Compagnia delle Opere della Liguria, i Collegi Universitari della Fondazione Rui, il Forum delle Associazioni Familiari e l'Ucid. Il Cardinale Bagnasco ha definito lo sviluppo economico come una vocazione, «per proteggere l'uomo contro la distruzione di se stesso». Al centro di tutto c'è l'uomo. Secondo il porporato «lo sviluppo non è solo una questione quantitativa, ma risponde ad una vocazione e la giustizia non è autosufficiente perché esige la carità». Lo sviluppo economico poi si regge solo sulla qualità delle singole persone. Lo aveva già detto il Papa, lo ribadisce Bagnasco: «lo sviluppo è impossibile senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle coscienze l'affetto per il bene comune». Senza Dio, l'uomo cade nella presunzione dell'autosalvezza. Ecco perché la globalizzazione non è buona o cattiva, perché dipende dall'uso che di essa se ne fa. Inoltre non si possono «tenere separati i temi della giustizia sociale da quelli del rispetto della vita e della famiglia» e dunque «sbagliano quanti in questi anni, anche nel nostro Paese, si sono contrapposti tra difensori dell'etica individuale e propugnatori dell'etica sociale». Parole per le quali arriva l’apprezzamento del deputato del Pdl Roberto Cassinelli: «Sono parole di grandissimo valore e costituiscono un grande incitamento a proseguire nel lavoro di ricostruzione etica e progettuale della politica che siamo impegnati a fare».

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