«Una legge per difendere le altre Eluana»

IL CASO BOFFO
«Per crucem ad lucem: questa incontrovertibile e consolante regola della vita cristiana ha segnato con inopinata evidenza pubblica gli esordi del nuovo anno pastorale: è ancora vivo in noi infatti un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto ad una persona impegnata a dar voce pubblica alla nostra comunità, ha finito per colpire un po' tutti noi: la gravità dell'attacco non può non essere ancora una volta stigmatizzata, come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a cui tutti dobbiamo tendere. (...) La Chiesa è in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non può essere coartata né intimidita solo perché compie il proprio dovere (...). La coerenza tra la fede e la vita è tensione che attraversa e invera il cristianesimo, ed è in un certo qual senso la misura della sua sincerità».
LA CRISI ECONOMICA
«Nel momento stesso infatti in cui sembra farsi strada l'idea che questa crisi non sia poi troppo diversa da quelle che l'hanno preceduta, e per qualcuno si potrà quindi tornare senza più pericoli all'esuberanza del passato, l'enciclica (Caritas in veritate, ndr) assesta un opportuno scossone, affinché non si diffondano comode o improponibili illusioni. (...) L’Italia con grande dignità ha saputo fino ad oggi affrontare una crisi economica che l'ha complessivamente impoverita, chiedendo sacrifici pesanti a tutti, e soprattutto ai meno abbienti».
CATTOLICI E POLITICA
«La Chiesa non cessa di raccomandare ai giovani e all’intero laicato la strada non solo del volontariato sociale, ma anche della politica vera e propria, nelle sue diverse articolazioni, quale campo di missione irrinunciabile e specifico (...). Il criterio fondamentale per una onesta valutazione dell’agire politico è dunque la capacità di individuare le obiettive esigenze delle persone e delle comunità, di analizzarle e di corrispondervi con la gradualità e nei tempi compatibili. (...) Occorre, inoltre, che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda (cfr art. 54). (...) Niente ci è più estraneo della volontà di far da padroni: cittadini di questo Paese, conosciamo bene i principi e le regole che reggono una democrazia pluralista, nella quale tuttavia le religioni sono presenze né abusive né sconvenienti, puntando esse in tutta trasparenza, e fuori da ogni logica mercantile, al colloquio colle coscienze (...)».
ORA DI RELIGIONE
«Questa estate, il Tar del Lazio accoglieva il ricorso presentato da un variegato cartello di associazioni laiciste ed esponenti di altre confessioni religiose non cattoliche, con il quale si chiedeva che l’insegnamento di religione non produca crediti aggiuntivi nella valutazione scolastica di quel 91 per cento degli studenti che liberamente scelgono di avvalersi di tale insegnamento. Le motivazioni di questa iniziativa appaiono speciose, perché in nome di una supposta non discriminazione, di fatto si finisce - e come - per discriminare la stragrande maggioranza degli studenti. Opportunamente, il ministero della Pubblica istruzione ha già avanzato ricorso al Consiglio di Stato».
IMMIGRAZIONE
«Il rispetto della legalità e della sicurezza dei cittadini non può essere disgiunto dalla garanzia dei diritti umani riconosciuti nell'ordinamento nazionale e internazionale, né può portare a trascurare stati di necessità e doveri da sempre radicati nel cuore della nostra gente».
LEGGE SUL FINE VITA
«Attendiamo una legge che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana. (...) Nel rispetto delle prerogative del Parlamento, ci limitiamo ad auspicare che un provvedimento, il migliore possibile, possa essere quanto prima varato a protezione e garanzia di una categoria di soggetti tra i più deboli della nostra società, senza lasciarsi fuorviare da pronunciamenti discutibili. In questo senso, il lavoro già compiuto al Senato è prezioso, perché dice la volontà di assicurare l'indispensabile nutrimento vitale a chiunque, quale che sia la condizione di consapevolezza soggettiva».
L’UNITÀ D’ITALIA
«È impossibile guardare sulla carta geografica l'Italia e non pensare ad una sua naturale vocazione unitaria (...) Servono visioni grandi, non per fare della retorica, ma per nutrire gli spiriti e seminare nuovo, vitale ottimismo».