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Premio Strega 2026, vince Michele Mari con "I convitati di pietra", superate le polemiche sul caso Murgia

Michele Mari conquista lo Strega al termine di una corsa segnata da pronostici e polemiche. Chi è lo scrittore che ha trionfato nell'edizione degli ottant'anni, la classifica finale e le curiosità sul più importante riconoscimento letterario italiano

Premio Strega 2026, vince Michele Mari con "I convitati di pietra", superate le polemiche sul caso Murgia

Il Premio Strega 2026 è stato vinto da Michele Mari. Il suo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi, si è aggiudicato l'ottantesima edizione del più prestigioso riconoscimento letterario italiano con 190 voti, confermando i pronostici che lo indicavano come il grande favorito della vigilia. Al secondo posto Matteo Nucci con Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), che ha ottenuto 152 preferenze. Il verdetto è arrivato nella notte tra l'8 e il 9 luglio al termine della finale ospitata, per la prima volta, in piazza del Campidoglio a Roma, in un'edizione speciale dedicata agli ottant'anni del premio. Mari si è lasciato alle spalle anche le polemiche che avevano segnato le ultime settimane della competizione e che, alla vigilia della finale, aveva provato a chiudere pubblicamente.

La classifica finale del Premio Strega 2026

Sono stati 643 i voti complessivamente espressi, pari all'80,4 per cento degli 800 aventi diritto. Michele Mari ha preceduto Matteo Nucci di 38 preferenze. Terza Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), che ha raccolto 84 voti. Quarto posto per Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), a quota 78, seguito da Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), che ha ottenuto 75 preferenze. A chiudere la sestina Elena Rui con Vedove di Camus (L'Orma), con 64 voti. Con il successo di Mari, Einaudi conquista la sua diciassettesima vittoria nella storia del Premio Strega e accorcia ulteriormente le distanze da Mondadori, che resta in testa all'albo d'oro con 23 successi.

Chi è Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026

Nato a Milano il 26 dicembre 1955, Michele Mari è figlio del celebre designer Enzo Mari e di Gabriela Ferrario, conosciuta come Lela Mari, disegnatrice e autrice di libri per l'infanzia. Fino al 2020 ha insegnato Letteratura italiana all'Università Statale di Milano. Cresciuto in una famiglia profondamente legata alla cultura e alla creatività, Mari ha trovato fin da bambino nella letteratura la porta d'accesso a un mondo parallelo. Tom Sawyer, Mark Twain, Arthur Conan Doyle e Italo Calvino sono stati tra i suoi primi compagni di viaggio, insieme a Robert Louis Stevenson, Herman Melville, Edgar Allan Poe, Jules Verne ed Emilio Salgari. Autori che hanno contribuito a formare quell'immaginario fatto di avventura, mistero, paura e ossessioni che avrebbe poi attraversato tutta la sua opera. L'esordio nella narrativa risale al 1989 con Di bestia in bestia, pubblicato inizialmente da Longanesi e poi riproposto da Einaudi. Al centro della storia c'è un professore che finisce in un castello isolato tra le nevi e viene risucchiato nell'esistenza misteriosa del suo proprietario, Osac, creatore di una biblioteca maestosa. Qualche anno dopo arriva Euridice aveva un cane, raccolta di racconti pubblicata da Bompiani nel 1993 e successivamente da Einaudi. È già evidente quella che diventerà la sua impronta inconfondibile: una lingua colta, ricercata e spesso volutamente arcaizzante, lontana dalle tendenze più mainstream e capace di richiamare autori come Tommaso Landolfi e Carlo Emilio Gadda.

Uno dei grandi temi della sua letteratura è l'infanzia, raccontata non come un'età innocente e rassicurante ma come un territorio popolato da passioni, paure e ossessioni. In Tu, sanguinosa infanzia, uscito nel 1996, Mari torna ai libri amati, ai giocattoli, alle copertine di Urania, alle inquietudini e ai primi desideri. A questa vena autobiografica si affianca la passione per la letteratura di genere, continuamente riletta e trasformata. In Tutto il ferro della Torre Eiffel costruisce un insolito giallo colto e grottesco con protagonisti Walter Benjamin e Marc Bloch, mentre in Rosso Floyd ricostruisce la parabola dei Pink Floyd mescolando realtà biografica e invenzione e mettendo al centro il mito tragico di Syd Barrett. Il gusto per l'avventura emerge invece in Roderick Duddle, romanzo del 2014 costruito attorno alle peripezie di un orfano e a un'eredità inattesa. Nel 2017, con Leggenda privata, Mari affronta direttamente la propria storia familiare in un memoir nel quale racconta anche il difficile rapporto con il padre Enzo, nei confronti del quale scrive di aver provato un "ammirato terrore". Nel 2026, a oltre trentacinque anni dal suo esordio letterario, il suo nome è entrato nell'albo d'oro del Premio Strega.

Il Premio Strega 2026 e la finale in Campidoglio

Quella del 2026 è stata un'edizione speciale. La cerimonia finale ha lasciato la sua sede tradizionale per approdare in piazza del Campidoglio, trasformata per una notte nel centro della letteratura italiana. La serata, trasmessa in diretta su Rai 3 dalle 23, è stata condotta per la quinta volta da Pino Strabioli insieme a Gloria Campaner. Per allargare la partecipazione oltre la piazza, la finale è stata proiettata anche in altri luoghi della Capitale: alla Casa del Cinema, al Parco degli Acquedotti, al Corviale e al Macro. Un evento pensato, dunque, non soltanto come una gara tra libri, ma come una festa diffusa nella città. "Sarà una finale diffusa, un grande evento culturale che ci consente anche di ricordare i quarant'anni della scomparsa di Maria Bellonci e di consolidare questo rapporto con il premio in un luogo, il Campidoglio, che è una grande piazza pubblica della democrazia, della partecipazione e quest'anno della letteratura", aveva spiegato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri alla vigilia della premiazione.

I libri della sestina finalista

Sei romanzi molto diversi per temi, stile e ambientazione hanno composto la sestina dell'edizione 2026. Teresa Ciabatti è arrivata in finale con Donnaregina (Mondadori), ambientato a Napoli e costruito attorno all'incontro tra una scrittrice e un boss della camorra nel rione Sanità.

Michele Mari era in gara con I convitati di pietra (Einaudi), storia di un patto stretto da trenta ex compagni di liceo: il denaro versato in una cassa comune andrà agli ultimi tre rimasti in vita.

Matteo Nucci ha portato in finale Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), un viaggio nell'uomo dietro il filosofo e nei grandi interrogativi che hanno segnato la sua esistenza.

Alcide Pierantozzi ha partecipato con Lo sbilico (Einaudi), racconto della malattia mentale e della fatica di vivere affrontato a partire da un'esperienza personale.

Bianca Pitzorno ha concorso con La sonnambula (Bompiani), storia di una donna dai poteri speciali nell'Ottocento che sceglie la libertà oltre le convenzioni.

A completare la sestina Elena Rui con Vedove di Camus (L'Orma), dedicato alle quattro donne sentimentalmente legate ad Albert Camus.

La vigilia in Campidoglio dopo le polemiche

Alla finale si è arrivati dopo settimane in cui, accanto ai libri, a far discutere era stata anche la polemica nata tra Michele Mari e Teresa Ciabatti. Il caso era esploso dopo un diverbio avvenuto sul pulmino diretto a Bisceglie, legato alle presunte offese pronunciate dallo scrittore nei confronti di Michela Murgia, morta nel 2023. Alla conferenza stampa della vigilia in Campidoglio, però, i due autori si sono seduti l'uno accanto all'altra e hanno mostrato di voler considerare chiuso l'episodio. "Posso confermare che sono molto dispiaciuto per tutto quello che è successo e però anche dire che tra di noi ci siamo ampiamente chiariti, in particolare con Teresa e quindi non c'è altro da aggiungere", ha dichiarato Mari. Ciabatti ha riportato l'attenzione sul senso dell'esperienza vissuta durante il lungo percorso dello Strega: "Rimangono i libri. La letteratura è più forte e riesce a produrre un altro racconto". Un pensiero condiviso dallo stesso Mari: "Rimangono i libri, i racconti dei libri, i commenti fatti dagli altri libro per libro. Una contaminazione di piani narrativi. Il prossimo passo, che non ci sarà, dovrebbe essere la scrittura di un sovralibro da parte di ciascuno di noi".

Le parole dei finalisti alla vigilia

Mari aveva scelto di rispondere con prudenza a chi gli chiedeva un pronostico sulla vittoria. "Devo ancora realizzare che è arrivata la fine. Non lo so se sono favorito, non ci ho pensato sia per scaramanzia che per scetticismo. Un po' ci credo, ma sempre in modo molto prudente e scaramantico", aveva spiegato. Matteo Nucci, considerato tra i possibili protagonisti di una rimonta, aveva preferito parlare del rapporto nato tra i sei autori durante il lungo tour: "Ci siamo ascoltati e siamo diventati amici". Per Alcide Pierantozzi, il percorso dello Strega ha avuto anche un significato personale. L'autore di Lo sbilico ha raccontato che l'esperienza gli ha fatto "molto bene, a me e al libro. Mi ha distratto dalla mia malattia". Bianca Pitzorno, assente per motivi di salute alla prima votazione di Benevento ma presente alla finale, aveva confessato: "Arrivata alla mia età non avevo mai fatto una esperienza del genere e sono contenta". Elena Rui, invece, si era detta "emozionata di vedere le piazze piene".

Come viene scelto il vincitore del Premio Strega

A decidere il vincitore sono 800 aventi diritto al voto. Il corpo elettorale comprende 460 Amici della domenica, nucleo storico della giuria, 245 votanti selezionati all'estero da 35 Istituti Italiani di Cultura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma e 65 lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell'imprenditoria. Gli ultimi cento voti sono stati scrutinati durante la serata finale, uno dopo l'altro, fino alla proclamazione del libro vincitore. A presiedere il seggio è stato Andrea Bajani, vincitore dell'edizione 2025.

La novità del Premio Strega Deutschland

L'edizione 2026 ha segnato anche il debutto del Premio Strega Deutschland, nato per sostenere la diffusione della narrativa italiana contemporanea in Germania e rafforzarne lo studio nelle università. Settanta tra docenti e studenti di otto atenei tedeschi, Augsburg, Bochum, Düsseldorf, Halle, Lipsia, Rostock, Saarbrücken e Treviri, hanno letto e votato i libri della dozzina. Le loro preferenze hanno contribuito prima alla selezione dei finalisti e poi all'assegnazione del nuovo riconoscimento. Il più votato dalla giuria tedesca è stato Alcide Pierantozzi con Lo sbilico. L'autore riceverà il premio in autunno all'Ambasciata d'Italia a Berlino.

Un premio nato nel dopoguerra

La storia del Premio Strega comincia nel 1947, mentre l'Italia prova a rialzarsi dalle macerie della guerra. Attorno a Maria e Goffredo Bellonci si riunisce un gruppo di scrittori, artisti e giornalisti destinato a diventare quello degli "Amici della domenica". L'idea è quella di creare un premio letterario fondato sul voto e sul confronto, capace di raccontare attraverso i libri la trasformazione del Paese. Il primo vincitore fu Ennio Flaiano. Negli anni successivi l'albo d'oro ha accolto alcuni dei nomi più importanti della letteratura italiana, da Cesare Pavese ad Alberto Moravia e Giorgio Bassani. Per la prima vittoria di una donna si dovette attendere il 1957, quando il premio andò a Elsa Morante. Proprio a Maria Bellonci, fondatrice e anima dello Strega, Rai Storia dedica oggi, 9 luglio, uno speciale che ripercorre la sua vita e il ruolo decisivo avuto nella nascita del premio. Un omaggio che cade a quarant'anni dalla sua scomparsa e nell'anno in cui lo Strega celebra il suo ottantesimo anniversario.

Le curiosità dello Strega: chi ha vinto di più

L'albo d'oro del Premio Strega racconta anche la storia e gli equilibri dell'editoria italiana. A dominare resta Mondadori con 23 vittorie. Tra i successi più noti ci sono Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti, premiato nel 2007, e La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore l'anno successivo. Alle sue spalle Einaudi, salita a quota 17 con il successo di Michele Mari. Seguono Rizzoli con 11 vittorie e Bompiani con 10. A riaprire la corsa tra i grandi editori è stata negli ultimi anni anche Feltrinelli, tornata a conquistare il premio nel 2025 con L'anniversario di Andrea Bajani, vent'anni dopo l'ultima vittoria ottenuta da Maurizio Maggiani. Un successo che ha portato la casa editrice a quota cinque. Nella storia dello Strega non sono mancate, però, le sorprese capaci di spezzare il predominio dei grandi gruppi. È accaduto, tra gli altri casi, nel 2023, quando Come d'aria di Ada D'Adamo ha conquistato il premio postumo portando alla vittoria la casa editrice Elliot.

La geografia dello Strega

C'è poi una geografia del premio. Guardando al luogo di nascita degli autori italiani premiati, il Lazio guida la classifica con 16 vittorie, l'ultima arrivata nel 2025. Una tradizione che comprende nomi centrali della letteratura italiana come Alberto Moravia ed Elsa Morante. Al secondo posto c'è il Piemonte con nove successi, legati anche ad autori come Primo Levi e Umberto Eco, mentre la Toscana è terza con otto. Tra i suoi vincitori figura Sandro Veronesi, uno dei pochi scrittori riusciti a conquistare lo Strega due volte, prima con Caos calmo e poi con Il colibrì. Più indietro la Lombardia, ferma a cinque vittorie nonostante Milano sia il cuore dell'industria editoriale italiana. Nel 2024, invece, l'Abruzzo ha festeggiato il successo di Donatella Di Pietrantonio. Ci sono infine regioni che non hanno ancora dato i natali a un vincitore dello Strega: Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Umbria, Molise e Basilicata.

Il Premio Strega dopo la vittoria

Per Michele Mari, la proclamazione in Campidoglio non rappresenta la conclusione del viaggio. Dopo la finale prenderà infatti il via lo Strega Tour, con una lunga serie di incontri in tutta Italia. Le tappe previste vanno da Lonato del Garda a Villasimius, da Cervo a Frascati, Vieste e Ugento, fino all'isola d'Elba, Cortina d'Ampezzo, Benevento e Palermo.

Il 15 luglio il vincitore sarà inoltre ospite del Puntasacra Festival all'Idroscalo. Un percorso che porterà il libro premiato nelle piazze e nei festival e che chiuderà idealmente un'edizione speciale, tra libri, discussioni, rivalità e trasformazioni della società italiana.

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