Alla prima del Belisario di Donizetti, strappato al silenzio di un secolo e mezzo, Leyla Gencer, signora turca del canto mondiale, era alle prese con il fatto più remoto e più privato del mondo: il padre, il vecchio generale Belisario appunto, ch'ella aveva creduto colpevole di un misfatto e denunciato all'imperatore Giustiniano, era stato accecato per punizione e ora era appena morto presso a lei, senza esser riuscito a perdonarla. Si era a Venezia, alla Fenice, in un'ardita scena di Pizzi, e Gavazzeni stava conducendo in porto l'opera con emozione e maestria. Restava l'aria finale, e Donizetti sembrava, a chi conosceva lo spartito, non essersi troppo impegnato. Ma non a lei: prima s'intrise di quel suo dolore solitario, e sembrava farsi eretta e fiera solo per non crollare a terra sopraffatta, la voce si era fatta scura, amara, come una maschera di dolore. Poi decise che la cosa doveva riguardare tutti noi, e si fece avanti lenta e decisa. La frase che doveva cantare era «Ah! toglietemi la vita», da ripetere più volte, affannosa, balzante. Fu lo strazio più imperioso che si possa immaginare. Andò in proscenio, si rivolse a ciascuno del pubblico, sembrava che volesse tirar giù dai palchi gli spettatori, e costringerli a piangere con lei, ma anche a celebrare con lei l'infallibile rito dei finali di Donizetti. E a tutti fu definitivamente chiaro di che cosa nelle storie dell'opera e nei ricordi si intenda per pubblico in delirio.
Leyla Gencer vien festeggiata oggi alla Scala per i suoi 50 anni trascorsi in questo teatro: prima come cantante, che ebbe tempo d'essere prediletta da De Sabata, e fu acclamata in tante opere, voce fiorente di belcanto immersa dalla situazione storica nelle passioni più violente del Romanticismo; poi come prestigiosa direttrice dell'Accademia di canto. È uscito un libro di saggi e testimonianze, curato da Franca Cella, dove risaltano le amicizie con grandi nomi della musica, della letteratura, del teatro, e tante altre verità interessanti. Quest'oggi c'è un incontro nel foyer. Regina dei dischi-pirata di ieri e dei blog di Internet quest'oggi, Leyla viene amata dai suoi fedeli perentoriamente. Una volta per un premio radunai a Ginevra una giuria di musicisti famosi tra cui era lei; il cuoco dell'albergo, come la vide, impallidì e le si prostrò ai piedi.
Leyla Gencer: regina della Scala da mezzo secolo
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