La lezione intimista di Aida

Quattro diversi allestimenti di Aida di Verdi si sono visti a Roma negli ultimi anni. Due al chiuso del Costanzi: il primo, l’applaudito allestimento in miniatura pensato da Zeffirelli per il minuscolo teatro di Busseto, ricco di geniali trovate scenografiche e registiche, visto a Roma nel 2007; il secondo, di Bob Wilson, nato a Bruxelles, passato per Londra e approdato infine a Roma nel 2009, con un Egitto fatto di luci, scena neoclassica attraversata da ieratiche figure, molto più «egiziana» di tanti allestimenti con templi, sfingi e piramidi. Altri due all'ombra delle monumentali rovine di Caracalla, dove Aida è di casa per ragioni di carattere scenografico che nella scena del trionfo (second’atto) raggiungono il clou. Hai voglia a dire che Aida è anche, soprattutto, un’opera intima, che ha per soggetto la contrastata storia di passione fra la protagonista e Radames, con il terzo incomodo di Amneris, figlia del Faraone, conclusa tragicamente con la morte dei protagonisti, murati vivi in una tomba dai crudeli, inflessibili sacerdoti; mentre tutto il resto è contorno, sfondo.
Nel 2005, poi, sbarcò a Caracalla l’Aida virtuale di Paolo Miccichè, il quale sparando, con potenti proiettori, sulle monumentali rovine delle Terme, immagini dell’Egitto storico, trasformò, benché solo virtualmente, Caracalla nella Menfi del Faraone. L’allestimento, per nulla invasivo, ed anche economico, riscosse un bel successo, tanto che fu ripreso l'anno seguente. Nel 2008, invece, per la nuova Aida a Caracalla furono chiamati due professionisti che lavorano stabilmente all’Opera (il regista Maurizio Di Mattia, lo scenografo Andrea Miglio e la costumista Anna Biagiotti - che, per buona parte, riprese i costumi storici degli anni Venti, firmati da Luigi Sapelli, in arte Caramba). Costrettivi dalle magre finanze, allestirono un’Aida tradizionale, da cartolina, con pochi elementi: qualche colonna, il frontale di un tempio o qualcosa che gli somiglia, quattro isolotti con palme, e un po’ di ruderi archeologici egizi sparsi sul terreno. Quella stessa Aida viene ripresa ora alle Terme, a partire da giovedì 15 (una decina di repliche, fino al 5 agosto). Completamente mutato, invece, il cast, anzi i cast che si avvicenderanno a Caracalla. Come diverso sarà anche il direttore, Daniel Oren, abituato ai grandi spazi di Roma e Verona (Arena). Nel ruolo della protagonista si alterneranno Micaela Carosi, Raffaella Angeletti e Amarilli Nizza; per Radames ben quattro i tenori scritturati: Walter Fraccaro, Piero Giuliacci, Carlo Ventre, Salvatore Licitra; Amneris sarà interpretata da Giovanna Casolla e Tichina Vaughn; e Amonasro da Sergej Murzaev, David Ceccon e Alberto Mastromarino. Amedeo Amodio firma le coreografie. Info: 06.481601

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