«Li avrei uccisi... Ma ora difendo questa studentessa»

Cantava: «Io vi odio a voi romani, vi odio tutti quanti, distruttori di finanze e nati stanchi, siete un peso alla nazione, siete proprio brutta gente...». Ma oggi difende Ilaria, la ragazza romana che dopo una multa sul bus si è sentita dire dal controllore «che i romani tendono a fregare».
Alberto Fortis, trentun anni dopo la famosa canzone «Vincenzo io ti ammazzerò» ha cambiato idea?
«Sono trent’anni che lo ripeto: la mia invettiva era contro la Roma discografica, la lobby di quel preciso potere... io ero innamorato della scuola dei cantautori romani, quella che ha formato Baglioni e De Gregori».
Lei è nato a Domodossola, ha mai avuto simpatie leghiste?
«(Ride)Io sono un grande fan di Gandhi, è il mio politico preferito, un pacifista e basta. Il nostro è un Paese feudale, molto vicino al suo territorio, è la bellezza e allo stesso tempo il limite degli italiani. Ci vorrebbe qualcuno che riuscisse ad armonizzare questi contrasti. Poi siamo vittime della burocrazia, ma è un’altra storia».
Il Vincenzo della canzone cosa pensa di lei?
«Siamo grandi amici. Lui è Micocci, il discografico che ha lanciato Ennio Morricone, Bobby Solo, Rino Gaetano, solo per fare tre nomi. Per dirle: sta per pubblicare un libro sui suoi 50 anni di discografia, mi ha chiesto di curarne la prefazione e sa come si intitola?»
Come?
«Vincenzo, io ti ammazzerò».
Torniamo a Milano, pensa che la studentessa romana sia stata trattata male?
«In quel preciso episodio la difendo eccome. Pensiamo noi tutti a come ci si sente quando si va a New York e ci si sente etichettare come “mafiosi” o “furbastri”. Non mi stanco di ripeterlo: non bisogna generalizzare...»
Progetti, milanesi o romani?
«Sabato 30 farò un concerto a Roma, in via Alberico II c’è un locale di culto per i cantautori, si chiama “The place”. Mi presenterò con la mia band, sarò al pianoforte e canterò».
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