"Libri sempre protagonisti al centro della nostra offerta"

L'ad di Mondadori Retail: "Settore più forte di prima. A supporto dei librai con tanti servizi innovativi"

«Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere». Una frase che ripeteva il filosofo francese Michel Foucault per raccontare il valore dei libri. Quelli che lasciano una traccia nel cuore e fanno volare la fantasia. Allora erano soltanto libri di carta, da toccare per sentire la ruvidezza delle pagine, da annusare per il profumo della stampa. Altri tempi? No. I dati dal mondo editoriale dicono che i libri con pagine di carta non sono archeologia culturale, ma riescono ancora a sopraffare quelli con pagine virtuali. E anche che libri e librai oggi sono protagonisti di una rinascita, nonostante il lockdown o forse pure grazie a quello.

«Stiamo assistendo a una vera resilienza del libro che è stato capace di adattarsi al periodo e di diventare più forte di prima. Dimostrando la sua reale essenza: essere non un oggetto, ma un contenuto prezioso che, in qualsiasi modo si acquisti, arricchisce le persone e aiuta a superare i momenti difficili», spiega Carmine Perna, ad di Mondadori Retail, la società del Gruppo Mondadori che gestisce la più estesa rete di librerie in Italia. «Nel mercato trade, il libro cartaceo, acquistato in libreria oppure online, è in costante crescita, e nel 2019 vale 1,3 miliardi di fatturato. Al contrario, il mercato dell'e-book è ancora molto limitato, inferiore al 5% del mercato del libro, una tendenza evidente in tutto il mondo dove i volumi elettronici hanno ancora un ruolo marginale».

La strategia di Mondadori Retail punta su sviluppo e innovazione, semplificazione e focalizzazione, attraverso un network di oltre 550 librerie, i Mondadori Store dove i clienti ogni anno superano i 20 milioni. Librerie con tre diversi format, Mondadori Megastore, Mondadori Bookstore e Mondadori Point, e gestioni differenti, da quella diretta al franchising, dal web al bookclub, con il Club degli Editori che compie quest'anno 60 anni. Librerie, molte di prossimità, che invece di chiudere aprono, com'è accaduto in estate con 10 punti vendita affiliati in Campania, Puglia, Lazio, Sicilia e Marche, come accadrà con ulteriori 7 librerie da qui a fine anno. Un vero miracolo italiano che punta sulla figura quasi dimenticata del libraio. «Si tratta di imprenditori con passione per i libri che vogliono diventare protagonisti della vita culturale della propria comunità. Al contrario di quanto accadeva in un film come C'è posta per te dove una libreria per bambini doveva soccombere di fronte al bookstore, in questo percorso di trasformazione i grandi negozi lasciano spazio a librerie più piccole che appoggiandosi a player come Mondadori possono avvalersi anche di servizi legati al mondo digitale e garantire un acquisto multicanale, in presenza o sul web, con ritiro in libreria, a casa o in un pickup point, sempre per arrivare al libro di carta», aggiunge Perna, grande lettore con una passione per le storie giapponesi di Murakami che dalla realtà sfumano nell'onirico.

«In Mondadori - interviene Perna - trovano un brand dall'alta riconoscibilità e supporti che consentono di alleggerire i loro compiti, per esempio software gestionali per togliersi il pensiero di far funzionare registratore di cassa e sistemi di pagamento, oltre a tutte le best practice del mercato, a cominciare dalle selezioni dei libri di oltre 3mila editori più richiesti dai lettori o che possono procurare al cliente entro 48 ore. Volumi lasciati in conto deposito, da pagare una volta venduti. In questo modo, il libraio, dopo aver affittato un locale e assunto dei collaboratori, può dedicarsi completamente al rapporto con il cliente e a portare la sua offerta culturale sul territorio».

Tutt'attorno c'è anche la piattaforma digitale del sito Mondadoristore.it che ha appena compiuto 20 anni, per acquisti e ordini online oltre che per eventi con star della musica e scrittori, e nuovi format attrattivi in modo da offrire una customer experience fisica e virtuale che ruota sempre attorno al libro. Perché, come scriveva Umberto Eco: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5mila anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro».

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