Christmas Blues, quando le feste natalizie sono fonte di malinconia

Il Natale non è vissuto da tutti con gioia. Molte persone soffrono di Christmas Blues, uno stato psicologico di disagio caratterizzato da ansia, stress e apatia che si dissolve dopo il 6 Gennaio, quando si ritorna alla normalità

Il Natale può essere segnato dal Christmas Blues nonostante rappresenti la festa più attesa dai bambini.

Non è sempre fonte di gioia e relax. Per molte persone questa festa convenzionale caratterizzata dalla convivenza forzata con i familiari viene vissuta come una costrizione. Diventa fonte ineguagliabile di stress e malinconia. Gli esperti chiamano “Christmas Blues” o tristezza dal Natale, quella sensazione di malinconia mista ad un’irrazionale ansia che accompagna i giorni di festa. Può renderci più tristi e apatici del solito senza una razionale spiegazione.

Ciò si verifica perché il Natale rappresenta il tempo di bilanci sulla propria esistenza dal quale non si può sfuggire. È anche l’occasione per fare incontri forzati con i familiari nei confronti dei quali si possono nutrire delle conflittualità. A ciò si aggiunge lo stress per la corsa ai regali per i propri cari. Il Christmas Blues colpisce soprattutto i giovani dai trenta anni in su. Questo stato di depressione scaturito dal periodo natalizio è molto diffuso tra la popolazione italiana soprattutto in questa era di crisi economica. Il dott. Maurizio Pompili, direttore della Scuola di Specializzazione in psichiatria dell’Università La Sapienza di Roma e del servizio per la Prevenzione Suicidio dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria Sant’Andrea spiega che numerosi sono i soggetti a rischio.

Maggiormente esposti a questo tipo di stati depressivi sono coloro che risentono tanto dei cambiamenti climatici, tipici dell’inverno. Si tratta di soggetti affetti da Seasonal Affective Disorder (Sad). Ne sono immuni i bambini e le persone anziane che continuano a considerare questo periodo fonte di gioia e allegria. La depressione natalizia è caratterizzata da un inconfondibile stato psicologico di disagio. Non si può considerare né patologico né tantomeno preoccupante. Si dissolve in poco tempo, a partire dal 6 Gennaio, quando si ritorna alla propria quotidianità e alla routine.

Per gestire al meglio questo stato psicologico di disagio, la maggior parte dei psicologi consiglia di essere più flessibili e smetterla di fingere gioia quando non la si prova. Bisognerebbe trasformare questo periodo in un’occasione per pensare a sé stessi e capire cosa ci fa stare davvero bene. Le feste natalizie potrebbero trasformarsi in un momento per dormire di più. Ci si potrebbe benissimo dedicare alle proprie passioni, quelle per le quali durante le giornate lavorative non si ha abbastanza tempo. Nonostante il freddo tipico della stagione, uscire all’aperto nelle giornate di sole per godere al massimo della lice naturale, infonde vitalità e agisce sulla produzione di serotonina, l’ormone del buonumore.