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"Blauer nato 25 anni fa come una sfida, oggi si è trasformato in una storia di famiglia"

Enzo Fusco ha celebrato a Milano con una mostra e tanti amici un successo (da 80 milioni di fatturato)

"Blauer nato 25 anni fa come una sfida, oggi si è trasformato  in una storia di famiglia"
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Quaranta leggii, ognuno con uno scatto di undici fotografi internazionali che hanno raccontato un pezzo di una storia lunga un quarto di secolo. Quaranta leggii come fosse un'orchestra visiva, diretta da Enzo Fusco, presidente di Fgf Industry che ha voluto celebrare così i 25 anni di Blauer, durante la Settimana della Moda Uomo a Milano nel Salone d'Onore al Palazzo della Triennale. Un'avventura, la sua, nata come una sfida quando si presentò a Boston a chiedere la licenza di un marchio storico - fondato tra l'altro 90 anni fa - che realizzava uniformi militari per la polizia e i corpi speciali e trasformarlo in Italia in un brand di moda. Un giubbotto, ha raccontato mille volte Enzo Fusco portato in Italia dagli Usa da un amico e l'idea di realizzare quel primo pezzo, diventato l'iconico "police". Poi, il resto. Il 4 tasche, il parka e il piumino con "l'onda", con le cuciture come onde, l'ultimo successo che ora fa impazzire i giovanissimi.

Dietro, sempre lui, Enzo Fusco e la sua famiglia, la moglie Silvana, la figlia Federica e il genero Giuseppe D'Amore. Perchè la forza che ha attraversato un quarto di secolo sta anche e soprattutto qui, nella famiglia. Non solo un legame, forte, concreto, ma anche la trama dell'azienda dove ognuno ha il suo ruolo, così come ognuno ha il suo cane. Una famiglia innamorata degli animali che può permettersi il lusso di scegliere se fare il cda a pranzo o a cena, o anche semplicemente in piedi in cucina, come ha raccontato tante volte il "direttore" di questa orchestra, piemontese di nascita, pugliese di origine e veneto di adozione.

"Blauer è entrato nella nostra vita come una sfida, ma si è trasformato in una storia di famiglia - ha raccontato Enzo Fusco durante l'evento a cui hanno partecipato amici, clienti, vip della grande famiglia Blauer allargata - In questi venticinque anni abbiamo custodito la sua identità, accompagnandola in un'evoluzione che parla di autenticità, responsabilità e visione. Guardare a questo anniversario significa riconoscere il valore delle persone che hanno creduto nel brand e continuare a immaginare il suo futuro con lo stesso coraggio con cui lo abbiamo iniziato".

Non è un caso che quel mago degli allestimenti che è Felice Limosani a quell'orchestra di scatti per celebrare l'anniversario firmati da fotografi del calibro di Bruce Weber, James Mollison, David Drebin, Marco Glaviano, Stefano Babic, Richard Phibbs, Branislav Simoncik, Carlo Miari Fulcis, Rosi Di Stefano, Peter Heck e Riccardo Vimercati, ha dato il titolo di "Family Grammar". E ha spiegato: "Nasce dalla mia convinzione che anche la famiglia sia una forma d'arte, forse la prima. La famiglia Fusco mi ha ispirato una grammatica fatta di legami, gesti e memorie che attraversano generazioni. La sensibilità degli undici fotografi ha dato forma a questa trama visiva, che ho trasformato in una orchestra simbolica dove l'affetto diventa nota e il vissuto ritmo".

La famiglia come se fosse una vera e propria opera d'arte, dove "fare arte - ha detto ancora Limosani - alla maniera degli antichi significa far bene le cose". Eccola qui la "grammatica" di Blauer. Solida. Vera. E proiettata verso il futuro. Lo raccontano i numeri. Il 2025 ha chiuso con ottanta milioni di fatturato, di cui il 65 per cento in Italia e il resto all'estero, due negozi aperti a Brescia e Bari e la previsione di aggiungere a breve anche Napoli e Trieste, oltre a un rafforzamento dell'internazionalizzazione verso i paesi asiatici per poi (ri)sbarcare in America a chiudere un cerchio. Ma visibile anche nel nuovo stabilimento di 4.500 metri quadri, a fianco a quello attuale. Ma anche in quell'idea di voler realizzare un grande progetto per i giovani: un archivio di 150mila capi frutto del grande lavoro di ricerca fatto negli anni '80 da Fusco tra i mercati dell'usato a New York alla ricerca di pezzi vintage. Tutti pezzi catalogati che vorrebbe lasciare in eredità a studenti appassionati di moda per far toccare con mano quello che troppo spesse ormai sono abituati a scoprire solo attraverso i video.

Un accenno di tutto questo è stata la collezione speciale di quattro giubbotti in pelle vintage due da donna e due da uomo provenienti dall'archivio e reinterpretati da Chiara Perano in

collaborazione con Francine, la piattaforma di Amy Bannerman dedicata al nuovo mondo dell'usato di lusso. Due verranno donati alla Fondazione Libellule Insieme ETS Onlus di Milano per un'asta benefica prevista nei prossimi mesi.

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