Lippi ct della nazionale o capo di un Rotary?

Il ct mondiale Marcello Lippi sarà portato a godere parecchio per le ultime vicende di Cassano. Anche Del Neri sega il talento alle cime di rapa, lasciandolo addirittura fuori dai convocati, e la Samp risorge trionfalmente con il partitone di Udine. Inevitabile dire al bar sport che allora Lippi non ha tutti i torti, nella sua crociata personale contro il presunto genio di Bari. Ma sarebbe troppo facile fermarci qui. L’innegabile vittoria nel tormentone Cassano è invece l’occasione buona per dire che comunque tutto il resto, in questa missione azzurra verso il Mondiale sudafricano, presenta preoccupanti lati oscuri. Ha voglia Lippi di dire che su Cassano aveva ragione lui: già che ci siamo, vogliamo parlare delle altre questioni?
Da quanto si è capito finora, a livello di filosofia aziendale, l’Italia difenderà il suo titolo puntando ancora sugli eroi di Berlino. Il che significa certo Buffon e Pirlo, cioè ancora i meglio fuoriclasse nei rispettivi ruoli. Ma proseguendo nei nomi a caso, significa anche Zambrotta, Grosso, Cannavaro, Gattuso, Camoranesi, Iaquinta, Gilardino e gli altri dell’allegra compagnia tedesca. A quattro mesi dalla spedizione, i segnali sono chiari. E caso mai qualcuno faticasse a comprendere, Lippi sta impiegando l’ultimo periodo per fugare tutti i possibili dubbi. Nelle sue visite pastorali ai singoli club, sta cercando le più ampie rassicurazioni dai reduci infortunati o momentaneamente imbastiti. Finchè respirano, c’è speranza.
I giovani? Le novità? Il ricambio? Le carte a sorpresa? L’aria fresca? L’asso nella manica che si tiene caldo, quello che davvero gli preme più di qualunque altro progetto, ha un nome nuovissimo: Francesco Totti. Già se l’era portato nel 2006 praticamente sulla sedia a rotelle, in Sudafrica se lo porterebbe anche su una barella dell’Unitalsi. Basta che il Pupone sciolga le sue riserve e cambi idea sull’addio alla Nazionale, basta che sia di luna buona e scenda dal letto col piede giusto, e Lippi è pronto a rimetterlo in squadra. Per Totti, ha già modificato l’antica minaccia che tutti i padri rivolgono ai figli tiratardi: sia chiaro, questa casa è un albergo.
Davvero qualcuno è convinto che Lippi affronterà il Mondiale con i Candreva e i Bocchetti? Quelli li ha provati e riprovati. Quelli certamente li porterà per riempire la rosa. Ma titolari della cattedra restano i veterani di Berlino 2006. Non è detto sia una follia. È un’idea. È una linea. Però è anche un grosso peccato. Il nostro calcio brilla per la massiccia immigrazione, ma qualche faccia nuova sta comunque riuscendo ad esprimerla. Se il ct riuscisse a vedere più in là del suo naso e di Gilardino, potrebbe puntare deciso su Borriello: o anche questo non ha i requisiti giusti per armonizzarsi con il suo gruppo? Cassano, anche quando era in forma, è sempre rimasto fuori per questo. Per incompatibilità ambientale. Perchè “altererebbe gli equilibri”. La domanda, da qui a maggio, è questa: riuscirà Borriello a superare i test di ammissione per entrare nella cerchia chiusa di Lippi?
Con Borriello, resta poi sempre di attualità Balotelli. E va bene che neppure Mourinho lo fa giocare sempre: ma è un talento. Che vuole fare Lippi: a casa anche lui perchè non si integra con il gruppo? Troppo imprevedibile e intemperante per Casa Italia? Totti è tanto bravo e caro, ma risulta sugli almanacchi che ci mandò in pappa un Europeo sputando gli avversari. Perchè Balotelli vogliamo castigarlo prima ancora di vederlo all’opera?
Tutto sommato, la nazionale dovrebbe cooptare e mettere in vetrina i talenti di una nazione. Non dimentichiamoci che certe imprese storiche sono legate anche alle belle novità dell’ultimo momento e al coraggio del ct che le ha lanciate. Rossi e Cabrini resteranno per sempre le più belle icone azzurre del Mundial argentino, loro assieme a Bearzot, che non si fece tanti problemi a sbatterli dentro.
E Lippi? Da quel sottile psicologo che è, a quattro mesi dall’evento ritiene molto incoraggiante non andare neppure ad Appiano Gentile per dire ciao ragazzi a Balotelli e Santon. Come segnale di apertura ai giovani e alla novità, è grandioso. Se manda anche una mail al loro indirizzo personale, due righe per dire «ragazzi, non vi dannate nemmeno, tanto in Sudafrica non c’è posto per voi», vince il premio “Motivatore 2010”.
Poi può darsi che ancora una volta i risultati gli diano ragione. Giocando con Cannavaro, Grosso e Camoranesi, rivince il Mondiale. Ma la sensazione non cambia: Lippi è un fanatico del circolo chiuso. Apre solo a candidati molto selezionati. Dopo la Nazionale, è pronto per un Rotary.
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