L'Italia schiera i visori notturni per stanare i migranti illegali

Il Viminale blinda il confine Est. Pattugliamenti con la Slovenia e l'ipotesi muro. E per bloccare i migranti arrivano nuove tecnologie

L'Italia schiera i visori notturni per stanare i migranti illegali

Fedriga sorride di fronte alla telecamera. Ancora non può dirlo, ma è probabile che in mente abbia proprio il filo spinato. L'incremento di arrivi via terra di immigrati che provengono dalla rotta balcanica preoccupano il governatore del Friuli Venezia Giulia tanto quanto il ministro Salvini. Mentre di martedì mattina spiega al Giornale.it i piani della Lega per fermare i migranti, Fedriga si ferma poco prima di rivelare che l'idea di creare un muro di filo spinato al confine Est, proprio come già fatto da Orban in Ungheria, è qualcosa più di un solletico estivo o elettorale. Il Carroccio ci sta pensando davvero, ma il governatore non può (ancora) dirlo. Spetta al Viminale farlo trapelare. E infatti poche ore dopo arriverà l'annuncio di Salvini: "Se non si riuscisse a interrompere il flusso di ingresso via terra, non escludiamo alcun tipo di intervento compreso quello delle barriere fisiche”.

In realtà quella del muro anti immigrati per ora è solo un’ipotesi di scuola. Un messaggio politico all’Europa. Tradotto in soldoni, suona più o meno così: o l’Ue si sveglia o reagiremo. “Bruxelles sull’immigrazione deve muoversi su due fronti - dice Fedriga -: primo, il controllo delle frontiere esterne; secondo, i rimpatri”.

Nell’attesa che l’Ue batta un colpo, il Friuli e Matteo Salvini non staranno a guardare. Sul piatto ci sono maggiori forze di polizia alla frontiera, uno o più Centri per i rimpatri (CPR), pattuglie congiunte con la Slovenia e “nuove tecnologie” per stanare i migranti sui sentieri.

“Non possiamo negare l’emergenza che arriva dalla rotta balcanica”, ammette il governatore. Il problema è normativo, non solo operativo. “Se anche il Viminale mettesse un poliziotto ad ogni metro di confine, non sarebbe risolutivo. Se un agente vede un immigrato arrivare dal confine sloveno, non può fare nulla: se chiede di fare domanda di asilo, dobbiamo tenercelo”. Per questo la prossima settimana partiranno i controlli congiunti di polizia italiana e slovena, anche nei territori dell’ex Jugoslavia. “È una grande rivoluzione”, esulta Fedriga. “Se gli irregolari verranno presi lì, potranno essere trattenuti a Lubiana”. Senza finire sul groppone dei contribuenti italiani.

Gli oltre 200 chilometri di confine che dividono il FVG e la Slovenia sono un paziente ostico per chi, come la Lega, ha vinto le elezioni sventolando la medicina dello stop all’immigrazione. Gli irregolari superano il confine su sentieri nascosti (guarda il video), sbucano all’alba sulla statale e si incamminano verso Trieste. La polizia li intercetta (già 898 nel 2019), ma a quel punto sono già in carico all’amministrazione italiana. L’unica soluzione è bloccarli a monte e lasciarli nelle mani di Lubiana.

“Oggi pattugliamo principalmente i valichi - spiega Fedriga - Poi facciamo controlli a campione sulla parte boschiva. Presto utilizzeremo nuove tecnologie, perché non si può pensare di mettere un agente ad ogni metro”. Non è escluso l’arrivo dei droni. Ma anche “visori notturni e strumenti termici per trovare i passaggi dei migranti a notevole distanza”. Un modo per far muovere le forze di polizia a colpo sicuro. Magari prima che superino la frontiera.

Se qualcuno dovesse sfuggire alle pattuglie, allora l’idea è quella di aprire “anche più Cpr" dove raggruppare i clandestini “in luoghi chiusi e controllati da cui non si può uscire”. La prima area selezionata è quella di Gradisca. “Così limiteremo i movimenti sul territorio nazionale degli irregolari, disincentivando le partenze. Se uno sa che non potrà fare quello che vuole ma verrà tenuto dentro una struttura e controllato dalle forze dell’ordine, ci penserà due volte prima di entrare illegalmente”. Certo, sono tutti “palliativi”. Non misure definitive. “La cosa ottimale - dice il governatore - sarebbe che i confini europei venissero presidiati". Oggi però le frontiere di Grecia, Bosnia e Croazia sono “un colabrodo”. È lì che l’Ue dovrebbe agire.

Se non lo farà, il Friuli è pronto a chiedere al Viminale di “sospendere Schengen”. In fondo l’Austria l’ha già fatto con la Slovenia. L’imperativo leghista è: pugno duro. “Siamo già confine su mare e vogliono farci diventare confine su terra. Non lo permetteremo”.

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