Gubbio, fascino e architettura nella "città dei matti"

Gubbio è un centro colmo di fascino, grazie alle sue architetture storiche ma anche alle leggende, che sono fonte di fede o goliardia

Gubbio, fascino e architettura nella "città dei matti"

Gubbio è una città affascinante e suggestiva che si trova in provincia di Perugia. Sita su un territorio collinare ricco di una vasta biodiversità, questo suo fascino ha tuttavia radici profonde soprattutto nell'opera dell'uomo. Torri, palazzi, chiese, leggende, tradizioni: tutto concorre nel rendere questo borgo un luogo unico.

Perché Gubbio è chiamata la "città dei matti"

Gubbio ha diversi nomi, come la "città di pietra" e la "città grigia", per via delle sue architetture che sono state realizzate nei secoli con la locale pietra calcarea. Ma è chiamata anche e soprattutto la "città dei matti", per la presenza di una particolare fontana.

Si tratta della cinquecentesca fontana del Bargello, sita di fronte all'omonimo palazzo gentilizio, che viene detta anche la "fontana dei matti". Secondo la tradizione, infatti, se si fanno tre giri intorno alla fontana alla presenza di un cittadino di Gubbio, e questo versa una quota all'associazione Maggio Eugubino, questa corrisponderà una pergamena con la "patente di matto". Naturalmente la tradizione va intesa in senso goliardico e non dispregiativo.

Architetture suggestive

I monumenti di Gubbio raccontano la storia della città: nata sotto gli Umbri, divenne dapprima alleata e poi parte della Repubblica dell'Antica Roma (e in seguito dell'Impero). E se i Goti la distrussero nel 552, nel VIII secolo la città tornò fiorente, come accadde in diverse altre parti d'Italia, grazie ai Longobardi. Dopo aver vissuto un periodo vivace dal punto di vista politico nel Medioevo e nell'Età moderna, Gubbio, che in precedenza faceva parte delle Marche, con l'annessione al Regno d'Italia, divenne una cittadina umbra.

Sono numerosi gli edifici religiosi degni di nota a Gubbio, quasi tutti costruiti nel corso del Basso Medioevo. Come la chiesa di San Francesco, che fu edificata nel XIII secolo sul terreno della famiglia Spadalonga che ospitò il religioso in vita. Si tratta di una chiesa tipica del gotico umbro, anche se alcune parti, tra cui il campanile, furono costruite nei secoli successivi.

Tra le architetture civili vale invece la pena citare il Palazzo dei Consoli, costruito nella prima metà del XIV secolo e che oggi ospita il municipio. Si tratta di un palazzo a pianta rettangolare con le mura merlate, che si erge prepotente ed elegante sullo skyline cittadino. Qui sono conservate le cosiddette Tavole eugubine, tavole bronzee scritte in umbro, che descrivevano particolari regole in vigore in città alla sua fondazione.

Senza dimenticare il Teatro romano, realizzato con blocchi calcarei lavorati a bugnato rustico. Si tratta della più importante attestazione dell'adesione di Gubbio alla Repubblica Romana: poteva ospitare fino a 6.000 persone ed è situato all'interno di un quartiere in un'area archeologica contenente diverse testimonianze. Il termine dei lavori si ebbe con il magistrato Gneo Satrio Rufo nel 20 a.C., ma i lavori erano iniziati nel II secolo.

La leggenda di san Francesco e il lupo

Oltre alla vicina Assisi, san Francesco lega il suo nome alla città di Gubbio, grazie a una celeberrima leggenda agiografica.

Secondo la vulgata, intorno al 1220 gli eugubini erano terrorizzati dalle razzie di un ferocissimo lupo. Quando san Francesco giunse in città, gli raccontarono del pericoloso problema: il religioso raggiunse così il bosco, dove incontrò il lupo che gli si mostrò subito minaccioso. Ma il santo riuscì ad ammansirlo dapprima con una benedizione e poi con la promessa di venir nutrito e coccolato dagli eugubini se avesse deciso di convertirsi al bene e non seminare mai più il terrore per le strade della città.

Secondo la leggenda, quando il lupo morì di vecchiaia, gli eugubini lo fece seppellire dove poi costruirono la chiesa intitolata proprio a san Francesco. La leggenda ha un riscontro nella realtà, dato che le XIX secolo, nel corso di lavori di restauro, venne trovato lo scheletro di un lupo seppellito nei secoli precedenti. I resti vennero delicatamente riposti nel luogo in cui erano stati precedentemente destinati.

A questo episodio, narrato nei "Fioretti di san Francesco", sono dedicate diverse opere artistiche, tra cui una statua che si trova proprio a Gubbio in cui il lupo si mostra mansueto e docile ai piedi del santo che parlava con tutte le creature.

La foto della Fontana dei matti è di Geobia via Wikipedia

La foto della statua di san Francesco e il lupo è di Superchilum via Wikipedia

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